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L’Usl corre ai ripari per l’estate e all'ospedale San Camillo si riparte

Il direttore Vagnini: «A Comacchio nessun Pronto soccorso ma solo Punto di primo intervento». Diverse le persone in attesa e sono soprattutto gli stranieri a chiedere il controllo dei medici

COMACCHIO . Registra già un’affluenza media di 20/30 pazienti al giorno il Punto di primo intervento territoriale stagionale turistico, attivo dal 9 giugno scorso, 24 ore su 24, nella casa della salute San Camillo.

In fondo alla rampa d’accesso, l’ambulanza del 118 pronta a partire per qualsiasi emergenza territoriale, resta in sosta di fianco all’ampia sala d’attesa, allestita davanti allo sportello, dove l’infermiere, in collaborazione con l’operatore socio-sanitario, accoglie i pazienti. Per ogni turno di servizio, oltre alle due citate figure professionali, opera anche un medico, responsabile del percorso diagnostico-terapeutico del paziente che gestisce l’attività ambulatoriale, con il supporto dell’infermiere.

Per tutta la durata della stagione balneare, sino al 16 settembre prossimo, al Punto di primo intervento comacchiese possono accedere e saranno presi in carico i codici bianchi ed i codici verdi, perché «è un presidio sanitario per il territorio – spiega Claudio Vagnini, direttore generale dell’Asl di Ferrara – e non un pronto soccorso, collocato in una struttura con figure professionali importanti. È motivo di sicurezza maggiore per la popolazione residente e per il circondario, ma anche per i turisti, ai quali è dedicato anche il servizio di guardia medica, aperto recentemente sui Lidi». Il Punto di primo intervento dunque assicura osservazione, diagnostica e terapia per interventi di bassa soglia, ma non dispone di specialisti da consultare in loco. «Se la condizione del paziente è seria ed importante – prosegue Vagnini –, il paziente viene dirottato al Pronto soccorso dell’ospedale del Delta, che è a due passi o a Cona, secondo un protocollo regolamentato dal 118».



Via libera quindi al Punto di Primo intervento per piccole ferite, punture di vespe, per piccole traumatologie ortopediche agli arti, in quanto «l’ambulatorio è dotato di attrezzatura superiore a quella del medico della guardia medica – aggiunge il direttore generale dell’Asl di Ferrara –, ma c’è anche chi si rivolge al presidio senza essersi preventivamente informato che quello non è un pronto soccorso e che l’ambulatorio può aiutare a stabilizzare solo situazioni non complesse».

Attesa non prolungata per i pazienti in sala d’attesa, come Valentina Ghini di Bologna, ospite del camping Village Spina, che ieri mattina ha accompagnato Gabriele, un quindicenne caduto dalla bicicletta dieci giorni fa. «Ho telefonato e ho preso l’appuntamento – racconta la turista – e il medico ha tolto i punti di sutura, medicando la ferita. Non abbiamo dovuto fare code in attesa. Ci siamo trovati bene». Tutti gli accessi vengono registrati online, dopo che l’infermiere ha annotato i dati nella scheda di accoglienza.

Katia Romagnoli
 

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