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Riapre la chiesa terremotata. Il vescovo: è la vostra casa

Rimarginate le ferite del sisma, il caloroso benvenuto ai numerosi fedeli Zuppi: «Esistono tanti dolori, ma in noi c’è sempre la forza per andare avanti»

Dosso in festa per la chiesa ritrovata

DOSSO. Domenica alle 17,30 i fedeli di Dosso hanno finalmente potuto fare ritorno all’interno della chiesa restaurata, per la messa domenicale.

In occasione della riapertura ufficiale del luogo sacro, erano presenti l’arcivescovo Matteo Zuppi e una vecchia conoscenza per la comunità di Dosso, don Valentino Ferioli, ex parroco della parrocchia. L’attuale parroco, don ...

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Dosso in festa per la chiesa ritrovata

DOSSO. Domenica alle 17,30 i fedeli di Dosso hanno finalmente potuto fare ritorno all’interno della chiesa restaurata, per la messa domenicale.

In occasione della riapertura ufficiale del luogo sacro, erano presenti l’arcivescovo Matteo Zuppi e una vecchia conoscenza per la comunità di Dosso, don Valentino Ferioli, ex parroco della parrocchia. L’attuale parroco, don Gabriele Carati, in apertura di celebrazione ha espresso così il suo stato d'animo: «Siamo qui pieni di gioia per questo momento grande, bello e atteso. Questo è il tempio che il Signore ci ha donato per trovarci insieme».



All’emozione del parroco è poi seguita quella del vescovo Zuppi: «Tutte le domeniche – ha spiegato Zuppi - sono una gioia. Tornare qui, dopo tante domeniche difficoltose, deve essere una grande felicità. Anche se non l’avevo mai vista prima del restauro, credo che questa chiesa sia addirittura più bella di prima. Questo è il segreto della forza degli uomini che non si arrendono e continuano a rendere bello quello che il male rende brutto».

Alla celebrazione erano presenti tantissimi fedeli. Felici ed orgogliosi di poter tornare nel luogo sacro a loro più caro dopo la terribile esperienza del terremoto, ricordata anche dal vescovo durante l’omelia. «Penso che la paura – ha affermato difatti Zuppi -, il rumore, quel senso di instabilità e di fragilità che avete vissuto sei anni fa, lo porteremo sempre nel cuore. Quel terribile terremoto ci ha rivelato in maniera drammatica quanto noi tutti in realtà siamo facilmente esposti alla forza del male. Ma ci sono altri tipi di terremoto, che sperimentiamo nella nostra vita. Come ad esempio quando perdiamo qualcuno di caro. Questa è la nostra condizione di fragilità, che spesso il benessere ci fa dimenticare. Ma esistono anche terremoti diversi, come quello della resurrezione, che ha spostato la pietra dal sepolcro di Gesù. Quella forza d'amore che ci fa andare avanti anche quando ci sentiamo abbandonati».

Il vescovo, parlando della chiesa di Dosso, ha voluto poi soffermarsi sulla cappella ai Caduti in guerra: «È qualcosa che mi commuove. Ci sono tanti nomi lì, che sono quelli dei nostri nonni e dei nostri genitori. E ci ricordano quella tragedia che la guerra produce. Averli lì ci aiuta ad essere una casa di pace, perché Dio non vuole mai la guerra e la violenza. Vuole che gli uomini vincano le divisioni e tutti quei nomi in quella cappella sognavano che la guerra finisse, sognavano di poter tornare a casa. Quella pace che loro non sono riusciti ad avere, l’hanno donata a noi».

Parole per ricordare quel terribile terremoto, parole di speranza e di amore, che hanno accompagnato i fedeli alla prima messa nella chiesa restaurata. Gli stessi fedeli che, alla fine della celebrazione, spronati dal vescovo stesso, hanno dedicato un lungo applauso alla persona che rappresenta meglio quel messaggio di speranza e d’amore descritto nel pomeriggio: don Gabriele Carati, che in questi anni post sisma non ha mai fatto mancare il suo impegno ed il suo esempio di coraggio e che ora può tornare nella chiesa che tanto mancava.

Alla celebrazione erano presenti il sindaco Roberto Lodi ed alcuni membri dell’amministrazione comunale. Presente anche l’ingegnere Fabio Cristalli (responsabile del programma di ricostruzione post sisma dei beni ecclesiastici per la Curia di Bologna).

Samuele Melloni

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