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FERRARA

La carica dei mille per sfuggire al solleone, in piscina scatta la caccia all’ombrellone

Una domenica dentro l’impianto di via Beethoven, dove i ferraresi che non vanno al mare cercano un po’ di frescura

Estate a Ferrara, in piscina alla ricerca di refrigerio Nel video di Federico Vecchiatini, la domenica cittadina fra tintarella e bagni rinfrescanti

FERRARA. Uno dice: prendo, preparo le bevande e trascorro una domenica di refrigerio in piscina. Sembra facile: le bevande non sono un problema, ovviamente.

IL REFRIGERIO? MA DOVE?

La piscina non manca. Ma di refrigerio nemmeno l’ombra (appunto!). O meglio: l’unica, vera arma contro un’afa che raggiunge livelli da boccheggiare, sarebbe gettarsi nella bella acqua della piscina, e restare lì quasi tutto il pomeriggio. L’alternativa, un’altra, ci sarebbe anche: una bella porzione di erbetta fresca, all’ombra s’intende. Siamo alla piscina comunale di via Beethoven. Quasi piena: 850 persone su una capienza totale di mille. «Bagnarsi spesso - suggerisce una signora -, guardi il mio spruzzino». È domenica, e alle 15,30 notiamo una quindicina di appassionati che preferiscono “collegarsi” con Silverstone (Gran Bretagna. Ieri in quella località il termometro segnava 28 gradi, contro i 32 di Ferrara) per seguire sul televisore il Gran Premio di Formula Uno. All’ombra. E col bar a due metri. È quasi un effetto placebo. Ma in questo caso è la passione per i motori, e non il caldo, a fare la differenza. La maggior parte dei bagnanti è assiepata sotto gli ombrelloni (ottanta, in tutto), «già tutti affittati alle 10 del mattino. Restano soltanto lettini», annuncia la ragazza che stacca i biglietti all’ingresso. E allora: come si fa senza ombrellone? «È uno dei problemi di questa struttura - ci dice Angela, che col fidanzato è una delle fortunate ad essere sotto l’ombrellone - , ma tenga conto che siamo arrivati qui alle 9,30 di questa mattina (ieri per chi legge, ndr)».

«PIU' AREE ALL'OMBRA»

Quella di più spazi ombreggiati, in effetti, è la richiesta che con maggiore insistenza viene posta agli assistenti bagnanti e al personale della reception. «Sì - conferma uno degli istruttori di nuoto -, quella di avere più spazi all’ombra è senza dubbio la richiesta più pressante da parte dei frequentatori». Parliamo con altri 6/7 giovani e l’indicazione trova nuove conferme. Sono le 15,45 ed ancora gli arrivi non sono terminati. Guardandoci attorno, vediamo un gruppo di cinque ragazze con costumi minimal, diciamo molto essenziali. A loro piacerebbe, invece, avere a disposizione una piscina più grande: «Se c’è molta gente - spiega la “portavoce” - fai fatica a nuotare. Sarebbe bello poter avere una piscina un po’ più ampia». Poi c’è un altro gruppo: i portoghesi.

I "PORTOGHESI"

Non sono gli abitanti del Portogallo, ovviamente. O almeno non quelli dei nostri tempi. Ma questa sarebbe un’altra storia. Sta di fatto che nella vulgata spesso utilizzata, i portoghesi sono, invece, coloro che usufruiscono di un servizio senza pagarlo. Per dirla più alla buona, sono quelli che riescono in qualche modo ad entrare in piscina senza pagare i 7 euro e 50 centesimi del biglietto intero. «Sì - anche in questo caso la conferma viene da uno degli assistenti bagnanti -, il fenomeno c’è e sarebbe stupido negarlo. Ci sono quelli che scavalcano il recinto. Per fortuna cerchiamo di avere mille occhi, ma anche così alle volte non riusciamo a fermare i furbetti. Fortunatamente abbiamo, sparsi per la struttura, poliziotti e carabinieri con le famiglie».

LO SPORT PUO' ATTENDERE

E lo sport? E l’attività fisica? E la prova costume? Chi proprio non può farne a meno, ha dovuto dedicare nella scorsa primavera parte del suo tempo al movimento fisico. Ma qui i due campi da beach-volley sono deserti. Gli unici tuffi e le uniche piroette che si fanno volentieri sono quelli nell’acqua. Qualcuno passeggia, come in una ideale piazza in si pratica lo struscio. Infradito ai piedi, bottiglietta d’acqua in mano, asciugamano sulle spalle, occhiali da sole. È il kit base che caratterizza il popolo (sempre più numeroso) delle piscine all'aperto, e che vige anche qui nella piscina Beethoven. Una delle estati più calde degli ultimi anni (poi vai a vedere, e vedi che quasi tutte le estati si dice così!) fa registrare, concludendo, quasi il tutto esaurito. La piscina resta, insomma, una validissima alternativa per chi non può raggiungere i nostri Lidi o altre località balneari e non rinuncia facilmente a tuffi e tintarella. —

Marcello Pulidori

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