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Via i rifiuti dal molo e arrivano le bancarelle

Due progetti per riqualificare il porto e renderlo anche più attrattivo per i turisti.  Accordo sulla gestione degli scarti e regole per la vendita del pesce fresco 

PORTO GARIBALDI. Riflettori accesi sul porto con progetti che sono tesi a migliorare l'immagine e la fruibilità del cuore pulsante della comunità marinara di Porto Garibaldi. Dopo l'avvio del progetto pilota, in collaborazione con Legambiente e Clara, per il recupero della plastica finita nelle reti dei pescherecci, sono ormai pronti a salpare due nuovi piani di riqualificazione, enunciati dal sindaco durante la presentazione che si è tenuta al mercato ittico: la gestione dei rifiuti e la vendita diretta del pesce fresco.

PROVVEDIMENTO ATTESO

«A conclusione di una lunga concertazione con le associazioni di categoria, approderà nella prossima seduta di consiglio comunale - ha spiegato il sindaco Marco Fabbri -, il piano di gestione dei rifiuti portuali. A Goro la delibera è stata approvata il 25 giugno e ora tocca a Comacchio. È un progetto importante per assicurare maggior decoro e ordine alla banchina». A spianare la strada ad un provvedimento lungamente atteso dalle marinerie di Goro, Gorino e Porto Garibaldi sono stati dapprima la delibera regionale sul Piano di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e l'ordinanza dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi, entrambe del 2017. La concertazione tra enti (Regione, Capitaneria, competente sulle aree demaniali e portuali, i Comuni di Comacchio e Goro) e rappresentanze di categoria ha prodotto un risultato senza precedenti, sfociato in una convenzione, che permetterà di dare avvio ad una procedura di gara unica, per l'individuazione del gestore del servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui di carico tanto a Porto Garibaldi, quanto a Gorino e a Goro.

LA VENDITA

Un secondo progetto riguardante il porto, oggetto di discussione e relativa approvazione nella seduta del consiglio comunale, convocata per venerdì 13 luglio, andrà a disciplinare la vendita in banchina del pesce fresco di giornata. «È un progetto attorno al quale si è lavorato proficuamente in questi mesi - ha aggiunto il sindaco - in collaborazione con la Capitaneria di Porto e con la coop Piccola e Grande Pesca. Andremo a individuare con un bando, i banchetti per la vendita dei prodotti ittici di giornata. Ringrazio il comandante Francesco Luciani e i suoi predecessori e Ariberto Felletti». Questo è un esempiodi come si possono raggiungere «obiettivi importanti, quando la comunità sta insieme». Il regolamento è finalizzato a creare ordine in banchina sulla vendita diretta del pescato.

LE REGOLE

La riorganizzazione degli spazi da adibire alla vendita e la disciplina dell'attività di vendita (con orari e quantitativi) costituiscono le linee guida del regolamento. Aspetti commerciali e igienico-sanitari c confluiranno quindi in un unico testo normativo locale. L'individuazione di una cinquantina di banchetti per la vendita del pescato, come avviene in altri porti, svilupperà anche una nuova forma di attrazione turistica sul porto. Attualmente la vendita del pesce fresco in banchina può avvenire senza sforare il limite di trenta chili di prodotto venduto a persona e senza superare il valore commerciale di cinquanta euro. —

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