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la sentenza 

Il giudice: Mediolanum paghi subito i truffati da Mazzoni

La banca chiedeva di sospendere i risarcimenti, invece dovrà coprire una parte dei 12 milioni, il raggiro dell’ex broker

FERRARA. Condannata a pagare in parte, e per conto di Raffaele Mazzoni, i risarcimenti del buco creato dal proprio dipendente, banca Mediolanum aveva chiesto di sospendere quei pagamenti alla Corte d’appello.

L’INCERTEZZA DEI GIUDIZI

Perchè, sosteneva la banca, la sentenza di condanna di primo grado poteva essere ribaltata in secondo grado (ancora da fissare) e non vi era garanzia che i risarcimenti già concessi - in ipotesi cancellati nel secondo giudizio - potessero essere restituiti dalle parti civili, i truffati che li avevano intascati. Invece i giudici della Corte d’appello (Valenti, Gobbi e Pasquariello) hanno bocciato sonoramente Mediolanum e di fatto, con la sentenza depositata, obbligato la banca a pagare subito tutti i truffati. Tra questi le centinaia di ex clienti di Mazzoni, tra Jolanda di Savoia, Codigoro e Ferrara, rappresentati dal Codacons.

MEDIOLANUM AVEVA GIA' PAGATO

Del resto come sottolinea l’avvocato Bruno Barbieri per Codacons, Mediolanum aveva già iniziato a pagare diversi ex clienti. Tanto che la Nuova Ferrara aveva documentato la consegna dei primi assegni consegnati a Ferrara dal legale a diversi risparmiatori truffati. Codacons sottolinea l’importanza della sentenza («accolta con estrema soddisfazione», spiega una nota) poichè la Corte di Appello di Bologna ha deciso di respingere la richiesta dei legali di Banca Mediolanum: banca che come responsabile civile era stata condannata in primo grado a pagare danni provvisori per milioni di euro agli ex clienti di Mazzoni.

SOSPENSIONE IN ATTESA D'APPELLO

Mediolanum, ricorda Codacons «chiedeva di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado in attesa del giudizio di appello la cui prima udienza non è stata ancora fissata». Ma i giudici di Bologna hanno bocciato la richiesta per una serie di motivi, spiega Codacons in una nota, dando notizia della sentenza: in primo luogo i giudici hanno valutato il merito del ricorso d’appello alla condanna e soprattutto ritenuto errata l’affermazione di Mediolanum secondo cui pagare somme così ingenti (milioni) a soggetti privati esporrebbe la banca nella difficoltà di recuperare le somme in caso di accoglimento dell’appello promosso (il secondo grado): non sarebbe provato, dunque, che i truffati già rimborsati non siano nella disponibilità di altre cifre o beni patrimoniali, così non c’è il pericolo paventato da Mediolanum.

NESSUNA DIFFICOLTA' PER MEDIOLANUM

Infine, la somma liquidata non costituirebbe in ogni caso un importo per mettere in difficoltà una società come Banca Mediolanum. La Corte di Appello ha inoltre preso atto del paradosso sulla sospensiva, visto che Mediolanum aveva già pagato risarcimenti dopo il primo grado, in assenza di obblighi, ad una parte civile. —

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