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tragedia 

Attraversa i binari, non sente la sirena: trentenne muore travolto in stazione

Forse distratto dal cellulare, aveva accompagnato il fratello. L’impatto con il treno ripreso dalle telecamere di sorveglianza

FERRARA. Nel marciapiedi del binario 4 sono rimasti il cellulare con gli auricolari; poco più in là il portafogli con i documenti. Queste le ultime tracce di vita del giovane pakistano che martedì sera ha perso la vita in stazione a Ferrara, travolto da un treno FrecciaRossa che lo ha ucciso sul colpo.

In stazione con il fratello

La tragedia è avvenuta attorno alle 22. La vittima, che si chiamava Rasab Ishaq, aveva trent’anni e viveva a Bondeno nella comunità di Salvatonica; aveva accompagnato il fratello a prendere il treno diretto verso Cosenza, per la valutazione della sua richiesta di riconoscimento di status di rifugiato da parte della Commissione territoriale; lui invece sarebbe partito il giorno dopo. Rasab, che avrebbe compiuto 31 anni il 25 dicembre e viveva in Italia da cinque anni, aveva appena salutato il fratello minore quando ha compiuto un’imprudenza che gli è costata la vita. Ha attraversato il binario 4 senza servirsi del sottopassaggio, molto probabilmente mentre stava parlando al telefono o ascoltando la musica con le cuffiette.

Rasab Ishaq
Rasab Ishaq


La sirena azionata invano

Non si è accorto che in quel momento stava arrivando a tutta velocità il FrecciaRossa proveniente da Roma. Il macchinista ha provato disperatamente ad avvertirlo quando, all’ultimo istante, ha visto il giovane in mezzo ai binari. Ha azionato la sirena di allarme ma il giovane non l’ha sentita, o l’ha sentita troppo tardi, forse per colpa degli auricolari, forse a causa del forte rumore proveniente dal binario 3, dove stava sferragliando un treno merci. L’impatto non gli ha lasciato scampo. Il convoglio, che viaggiava ai 110 chilometri orari, lo ha preso in pieno. Cellulare, cuffiette e portafogli sono volati sul binario, lo sventurato ragazzo è stato trascinato per parecchi metri e non ha avuto alcuna possibilità di salvezza.

Scena ripresa dalle telecamere

Alla tragedia hanno assistito impotenti e impietriti alcuni macchinisti, già ascoltati la sera stessa dagli ispettori della Polfer intervenuti insieme a una pattuglia dei carabinieri di Ferrara giunta di supporto. La scena è stata anche ripresa dalle telecamere di sicurezza e dalla visione delle immagini, che sono state acquisite, gli inquirenti hanno escluso il gesto volontario e stabilito che si è trattato di una disgrazia.

Don Giorgio Lazzarato
Don Giorgio Lazzarato


Comunità in lutto

«Siamo tutti molto addolorati, Rasab era un bravissimo ragazzo». A parlare è Waheed Akbar, responsabile del Centro Islamico di Via Oroboni e rappresentante della comunità pakistana ferrarese. «Era arrivato in Italia nel 2013, da Gujrat, dove ancora vivono i suoi genitori, ed era ospite della parrocchia di Salvatonca diretta da don Giorgio Lazzarato, non dava mai problemi ed era gentile con tutti». Rabat aveva lavorato in agricoltura, per qualche tempo anche in un’industria di montaggio di capannoni: si dava da fare come poteva, svolgendo anche il ruolo di interprete all’interno della stessa Comunità di Salvatonica. —

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