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Il virus del Nilo torna a uccidere. Muore a Cona un uomo di 77 anni

L’anziano viveva a Cento, aggredito dalla forma più grave. Ricoverato per una caduta, poi la diagnosi di encefalite 

FERRARA. È tornata a pungere e a fare vittime la febbre West Nile nel Ferrarese. Ieri mattina è morto all’ospedale di Cona un uomo di 77 anni residente a Cento, Paolo Bonazzi

Meningoencefalite letale. Il paziente, già sofferente di disturbi cronici cardiorespiratori, era stato ricoverato il 24 luglio al Santissima Annunziata in seguito a una caduta, ma il peggioramento delle sue condizioni di salute aveva reso necessario il suo trasferimento a Cona già il giorno successivo, dove gli è stata d ...

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FERRARA. È tornata a pungere e a fare vittime la febbre West Nile nel Ferrarese. Ieri mattina è morto all’ospedale di Cona un uomo di 77 anni residente a Cento, Paolo Bonazzi

Meningoencefalite letale. Il paziente, già sofferente di disturbi cronici cardiorespiratori, era stato ricoverato il 24 luglio al Santissima Annunziata in seguito a una caduta, ma il peggioramento delle sue condizioni di salute aveva reso necessario il suo trasferimento a Cona già il giorno successivo, dove gli è stata diagnosticata una meningoencefalite da West Nile. Il quadro delle sue condizioni si è poi ulteriormente deteriorato per gravi problemi neurologici connessi all’infezione, fino al decesso avvenuto nella mattinata di ieri.

Decorso rapidissimo. Un decorso rapidissimo e inarrestabile che ha portato il pensionato alla morte in pochi giorni. All’origine della malattia, la puntura di una zanzara infetta, più frequentemente di tipo Culex, che potrebbe risalire anche a due settimane fa visto che il periodo di incubazione può arrivare fino a 14 giorni, e si estende a tre settimane nelle persone con deficit del sistema immunitario. Il principale mezzo di trasmissione del virus all’uomo sono appunto le zanzare infette, che a loro volta hanno contratto il virus dagli uccelli.

Nella maggioranza dei casi le persone che vengono punte da una zanzara infetta non mostrano alcun sintomo, e un altro venti per cento accusa disturbi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei che quasi sempre durano pochi giorni, scompaiono spontaneamente e quasi mai vengono associati alla febbre West Nile, così chiamata perché per la prima volta il virus venne isolato nella regione del Nilo Occidentale.

La forma più grave. Il caso del paziente centese deceduto ieri mattina rientra in quell’1 per cento in cui la malattia si manifesta nella sua forma più grave e devastante, soprattutto in persone con pregressi problemi di salute: febbre alta, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, tremori e convulsioni, fino alla paralisi e al coma.

Trasferito da cento a Cona. Di fronte a un quadro così complesso e preoccupante, e a un repentino peggioramento delle condizioni dell’anziano, ha indotto i medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Cento a disporre nell’arco di circa ventiquattr’ore dal ricovero il trasferimento a Cona.

La diagnosi e la morte. Qui è stata effettuata la diagnosi, che prevalentemente avviene attraverso test di laboratorio su siero ed eventualmente sul fluido cerebrospinale. Purtroppo l’evoluzione della malattia ha seguito, per il paziente centese, il decorso più nefasto, sfociando una meningoencefalite che è risultata letale.

Allertata l’Asl. Dopo la diagnosi il caso è stato portato all’attenzione dell’Ufficio di Sanità pubblica, che raccoglie i dati di infezione in tutta la provincia e tiene monitorato l’andamento dei contagi sul territorio in tutte le stagioni, con particolare attenzione all’estate e fino all’autunno avanzato, ovvero il periodo in cui le zanzare so no in circolazione e c’è quindi il rischio di trasmissione del virus all’uomo. Nella regione Emilia Romagna di recente erano stati registrati casi nel Bolognese e nel Modenese, ma quello costato la vita al 77enne centese è il primo caso grave avvenuto quest’anno nella provincia di Ferrara.

La sorveglianza. In Emilia Romagna il sistema di sorveglianza e controllo previsto dal “Piano regionale di sorveglianza delle “arbovirosi” (gruppo di virus trasmetti soprattutto da zanzare e zecche) coinvolge Regione, aziende sanitarie, Istituto Zooprofilattico e Comuni. Anche quest’anno, a partire da giugno, sono operative le attività di sorveglianza della circolazione virale, mentre il gruppo regionale di entomologia sanitaria elabora e aggiorna mappe di rischio per individuare le aree in cui intensificare la disinfestazione. La sorveglianza sanitaria su West Nile, Chikungunya, Dengue e Zika viene potenziata in estate, prestando particolare attenzione alle persone che rientrano dai Paesi più a rischio e alle persone con sintomi sospetti. —

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