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La sbarra non è chiusa Percorso cicloturistico invaso da automobili

la STORIADa oltre un anno l’itinerario cicloturistico Canal Bianco (di circa 3.7 chilometri), che collega Mesola all’Oasi di Santa Giustina, non è più tanto amato dai ciclisti provenienti da tutta la...

la STORIA

Da oltre un anno l’itinerario cicloturistico Canal Bianco (di circa 3.7 chilometri), che collega Mesola all’Oasi di Santa Giustina, non è più tanto amato dai ciclisti provenienti da tutta la provincia, e non solo.

Il motivo è molto semplice: da oltre un anno una delle due sbarre poste agli ingressi dell’itinerario (precisamente quella che si trova nell’uscita per Santa Giustina, nei pressi di Torre Abate) è stata rotta e la sbarra rimane aperta, così in quel tratto di strada (partico ...

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la STORIA

Da oltre un anno l’itinerario cicloturistico Canal Bianco (di circa 3.7 chilometri), che collega Mesola all’Oasi di Santa Giustina, non è più tanto amato dai ciclisti provenienti da tutta la provincia, e non solo.

Il motivo è molto semplice: da oltre un anno una delle due sbarre poste agli ingressi dell’itinerario (precisamente quella che si trova nell’uscita per Santa Giustina, nei pressi di Torre Abate) è stata rotta e la sbarra rimane aperta, così in quel tratto di strada (particolarmente stretto) entrano mezzi di tutti i tipi, anche ad alta velocità, i quali riescono - se vogliono andare a Bosco o a Goro - a tagliare un notevole tratto di percorso, contando sul fatto che c’è l’asfalto ed è poco trafficato.

La strada in questione è via Comunale per Goro, costeggia il canal Bianco dalla Romea arrivando sino all’argine sul Po, anche se il tratto cicloturistico si ferma prima.

le segnalazioni

L’atto vandalico in questione non è una novità in assoluto, perché già all’inizio del 2016 la sbarra fu rotta e in quel caso il paletto fu gettato nel canal Bianco, ma allora la sbarra fu sostituita e la chiusura ripristinata. Stavolta, invece, la sbarra è rimasta aperta, nonostante non siano mancate le segnalazioni nel corso dei mesi. «Personalmente - ci racconta Marco Modena, dipendente della Protezione civile regionale -, abitando in zona ho deciso di rivolgermi al Comune di Mesola per segnalare questa situazione. Non so quanti altri residenti in zona l’abbiano fatto, so soltanto che non sono stati effettuati interventi. Poi ho parlato personalmente al sindaco (Gianni Padovani, ndr) all’inizio dello scorso mese di luglio, in quell’occasione mi aveva risposto che c’era l’intenzione di mettere delle telecamere o, magari, dei dossi artificiali per rallentare la velocità, ma ancora non è successo nulla».

il cavallo investito

A proposito di alta velocità e di traffico eccessivo in questa strada visibilmente troppo stretta per reggere una grossa mole di traffico, nel 2017 fu anche investito e ucciso da un furgone un cavallo di proprietà di un allevatore della zona. Ma anche allora non successe nulla... «In questa strada - aggiunge Modena -, oltre a pedoni e ciclisti possono entrare (se autorizzati) solamente gli agricoltori che hanno le proprie aziende in questo tratto. Infatti, all’altro ingresso la sbarra è regolarmente chiusa e ha il lucchetto, ma tanto per poter approfittare della scorciatoia basta entrare dall’uscita di Santa Giustina...».

ciclisti bye bye

Come detto, a pagarne le conseguenze i ciclisti che seguendo la Destra Po si allargano nell’entroterra per visitare l’Oasi di Santa Giustina. «Con il traffico aperto a tutti i veicoli la via Comunale per Goro è diventata troppo pericolosa, specialmente per chi percorre la ciclabile in gruppo. Mi spiace, queste sono zone belle da visitare in bicicletta, ma dev’essere garantita la sicurezza ai cicloturisti». —

Davide Bonesi

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