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Buona resa, ottima qualità «Ok per il nostro raccolto»

Bilancio positivo per la provincia, seconda in regione per ettari e produzione I produttori: «Semina ritardata per le piogge non ha inciso, raccolto valido» 

È ormai conclusa la stagione della patata da mercato e quella da industria è già delineata. Dopo un 2017 segnato dalla grande siccità che aveva causato forti sofferenze, quest'anno la campagna, anche se partita in ritardo, sta premiando i produttori con rese buone, tuberi di ottima qualità e omogeneità anche se di minor calibro. In Emilia Romagna lo scorso anno sono stati circa 5730 gli ettari dedicati a questa coltura, dei quali circa 1.920 ettari coltivati nella nostra provincia, seconda s ...

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È ormai conclusa la stagione della patata da mercato e quella da industria è già delineata. Dopo un 2017 segnato dalla grande siccità che aveva causato forti sofferenze, quest'anno la campagna, anche se partita in ritardo, sta premiando i produttori con rese buone, tuberi di ottima qualità e omogeneità anche se di minor calibro. In Emilia Romagna lo scorso anno sono stati circa 5730 gli ettari dedicati a questa coltura, dei quali circa 1.920 ettari coltivati nella nostra provincia, seconda solo a Bologna (2.315 ettari). E’ Luigi Mazzoni di Confagricoltura Ferrara, contitolare di una delle aziende ferraresi con maggior superficie produttiva a patata, a spiegarci l'andamento della campagna 2018.

Una campagna che fa ben sperare

«La campagna commerciale delle patate del territorio emiliano-romagnolo e dell'alto Adriatico, si preannuncia fiduciosa: le superfici di produzione del Ferrarese sono stabili, ma a causa delle piogge del periodo marzo aprile, i produttori hanno dovuto posticipare la semina che a cascata ha causato un ritardo della raccolta di 8-10 giorni. Condizioni che hanno avuto un impatto limitato sulle produzioni, mediamente simili rispetto alla scorsa stagione». «E come conseguenza della semina tardiva, vi è stata una contrazione dei calibri - precisa Mazzoni - in tutto il territorio emiliano-romagnolo e dell'area dell'alto Adriatico». Situazione diversa Oltralpe e in tutto il Nord Europa. «La siccità che ha colpito queste zone, lascia supporre volumi di raccolta inferiori con una conseguente campagna commerciale interessante, tanto che già oggi si registra un discreto interesse da parte delle industrie di trasformazione» sottolinea Mazzoni. Le quotazioni della Borsa Patate di Bologna dello scorso metà luglio si confermano a €/kg 0,27 per un prodotto di I° categoria, contro €/kg 0,25 delle patate di I° categoria del Fucino. Quotazioni dunque più elevate rispetto a quelle di un anno fa, che si attestavano intorno a €/kg 0,19 – 0,21».

Le varietà hanno risposto bene

Archimede Sartorato, produttore associato Confagricoltura Ferrara con terreni a Codigoro ( 16,5 ettari a patate da orto e 44 ettari a quelle da industria), conferma che «dopo una semina ritardata, gli sbalzi di temperatura hanno inciso parecchio sulle pezzature ma non sul prodotto, decisamente valido anche se quantitativamente inferiore alle aspettative». Le varietà prodotte per il mercato, Colomba, Gaudì e Marabel «hanno risposto molto bene e sarebbe giusto che la qualità spuntasse un prezzo superiore, ma non è sempre così; mentre per quanto riguarda le varietà Arsenal, Ermes e Sinora, l'accordo stipulato con le industrie a 16 centesimi/kg e la scarsità di prodotto, quantificabile in una perdita di circa 50/100 quintali per ettaro, ci hanno messo in sofferenza».

Bene anche in Valle Giralda

Luisito Naldi, vice presidente Confagricoltura Codigoro e terreni in valle Giralda, ha destinato 10 ettari a patata Agata precoce, raccolto concluso a metà luglio e si dice soddisfatto «E’ stata una stagione discreta per il tubero da mercato con una produzione media decisamente buona rispetto all'annata negativa dello scorso anno, tenendo conto dei costi di produzione alti, dui 5000 euro a ettaro».

Andrea Tebaldi

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