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Un film sulla “Pantera” Sulle tracce di Milva due registe americane

goroSono arrivate da Los Angeles a Goro Elizabeth Beecher e Carla Patullo (di chiare origini italiane), registe di documentari, per narrare la storia di Maria Ilva Biolcati, in arte Milva. Per questo...

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Sono arrivate da Los Angeles a Goro Elizabeth Beecher e Carla Patullo (di chiare origini italiane), registe di documentari, per narrare la storia di Maria Ilva Biolcati, in arte Milva. Per questo lavoro non si poteva che iniziare da Goro dove la “Divina” è nata e ha mosso i primi passi verso una straordinaria carriera che l’ha resa celebre nel mondo. Per l’occasione è arrivata da Milano la sua assistente, Edith Meier.

La mattinata è iniziata in Sacca, celebre per le vongole, poi in pizze ...

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Sono arrivate da Los Angeles a Goro Elizabeth Beecher e Carla Patullo (di chiare origini italiane), registe di documentari, per narrare la storia di Maria Ilva Biolcati, in arte Milva. Per questo lavoro non si poteva che iniziare da Goro dove la “Divina” è nata e ha mosso i primi passi verso una straordinaria carriera che l’ha resa celebre nel mondo. Per l’occasione è arrivata da Milano la sua assistente, Edith Meier.

La mattinata è iniziata in Sacca, celebre per le vongole, poi in pizzeria Biolcati dove in un italiano stentato Carla Patullo ci racconta come è maturata questa idea: «Sono di origini italiane, mio padre Antonio e mia madre Nunziatina Marzilli sono partiti per l’America da Campobasso agli inizi degli anni ’70, in cerca di lavoro e di una vita migliore. È stata proprio mia madre - prosegue la regista - ad ispirarmi per questo lavoro di ricerca su Milva. Mi spiego meglio: mia madre è deceduta a causa di un incidente nel 2004, ho fatto una piccola ricerca sulla sua vita ed ho scoperto che era una fan di Milva, sopratutto per la vocazione popolare e il carattere forte della cantante, e per quella straordinaria interpretazione di “Bella Ciao”. Ammirava Milva per la grande personalità e per la determinazione con cui ha affrontato la vita, diventando grande partendo dal nulla. Questa sua ammirazione mi ha coinvolto e grazie a Elizabeth, che è l’autentica regista, abbiamo deciso di proporre la storia professionale e non di Milva, e non potevamo che iniziare da Goro, dove è nata, e mosso i primi passi per poi diventare la grande artista ammirata in tutto il mondo», aggiunge la Patullo.

Per questa ricerca è stato importante l’apporto di Dino Barboni (marito della cugina Ilena Biolcati) che ha accompagnato Carla Patullo, Elizabeth Beecher ed Edith Meier nei luoghi dove Milva ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza, la casa dove è nata, il Teatrin, e sopratutto le persone che con Milva hanno avuto rapporti sia di amicizia che professionali.

Non poteva mancare la testimonianza di Walter Azzolini, appassionato di storia gorese e primo fans di Milva, probabilmente uno dei primi, se non il primo, a non avere dubbi sulle qualità canore della “Rossa”. Per l’occasione Azzolini ha raccontato storie e aneddoti di Milva, e mostrato un cimelio unico: il primo 45 giri inciso da Sabrina (questo era in origine il nome d’arte di Milva), datato 1959, quando Milva, già trasferitasi a Bologna da qualche anno, aveva vent’anni. —

Odino Passarella

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