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Meloni alle radici del patriottismo: contro le nuove mafie ci vuole l’esercito

All’ex Borsa i Fratelli d'Italia hanno ricostruito in scala la “culla” di Mirabello. La leader nazionale infiamma la folla con migranti e sicurezza

FERRARA. La piazza dell’ex Borsa non può competere con quella di Mirabello, e il popolo della storica Festa Tricolore si è fermato a qualche centinaio di presenze (500 secondo le stime degli organizzatori), ma a Giorgia Meloni il bagno di folla di ieri pomeriggio è piaciuto assai. «Qui ci sono le nostre radici, la nostra storia. Possiamo vincere anche qui, dove il Pd ha esponenti che dicono di preferire gli spaccini ai poliziotti in tenuta antisommossa» ha arringato una folla composita, tra ...

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FERRARA. La piazza dell’ex Borsa non può competere con quella di Mirabello, e il popolo della storica Festa Tricolore si è fermato a qualche centinaio di presenze (500 secondo le stime degli organizzatori), ma a Giorgia Meloni il bagno di folla di ieri pomeriggio è piaciuto assai. «Qui ci sono le nostre radici, la nostra storia. Possiamo vincere anche qui, dove il Pd ha esponenti che dicono di preferire gli spaccini ai poliziotti in tenuta antisommossa» ha arringato una folla composita, tra fedelissimi della prima ora, famiglie e maggiorenti regionali del centrodestra, in fase di posizionamento con prospettiva 2019. Tante certezze spese sull’immigrazione, qualche prudenza in più sui temi economici e qua e là messaggi all’amico Salvini e pure a Forza Italia, «noi restiamo fermi al centrodestra, non so chi sarà al nostro fianco» è la premessa “europea”.

Pungolo militante

Spronata dal giornalista Alessandro Giuli («ma sono qui anche in veste di militante, di patriota» ha tenuto a dire), la presidente di Fratelli d’Italia ha speso più di metà del comizio-intervista su sicurezza e migranti. «Contro le nuove mafie ci vuole l’esercito, stiamo ancora aspettando che Saviano indaghi sulla mafia nigeriana ma dal suo attico a Manhattan non si vedono queste cose» è stata la frase ad effetto, con un occhio a «zone franche»: il pensiero dei ferraresi è corso alla Gad e all’unica camionetta di militari presente dall’autunno scorso. Meloni ha aggiunto che attende al varco il governo sul decreto sicurezza, «per noi la priorità è aumentare gli organici delle forze dell’ordine. Poi bisogna intervenire su reati come i furti in appartamento, dei quali si trovano i colpevoli solo nel 3% dei casi. E bisogna dire ai geni della sinistra che non sono calati i reati, come ripetono nei salotti tv: è la gente che non denuncia nemmeno più».



Il sentiment dei fratelli d’Italia, e non solo, è comunque centrato sulla «invasione dei migranti». Meloni lo sa bene e colpisce forte: «Ho difeso Salvini sull’indagine per la Diciotti, è ridicola e vergognosa. Non ho visto magistrati indagare i governi precedenti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina... Però dico che non si può affrontare la questione una nave alla volta, l’unica soluzione è il blocco navale. Il ministro Trenta, che è M5s, ha detto che non si può fare, è un atto di guerra: no, se si fa in accordo con la Libia. Su queste questioni Di Maio dice le stesse cose di Renzi, ha ragione Orban a chiudere le frontiere: io lo riceverei con tutti gli onori a Palazzo Chigi, non in forma privata».

Critiche anche all’idea di Salvini di tagliare da 35 a 25 euro la diaria per i migranti, «non si può certo spendere per loro più di quanto costi allo Stato un pensionato sociale, cioè 16 euro».



L’autunno dell’economia

Meloni attende la legge di Stabilità come resa dei conti del governo. «Tra tassa unica, io non dico flat tax, e reddito di cittadinanza c’è un abisso - è il suo primo affondo - A Ferrara sapete bene cos’è disoccupazione e povertà, ma dare 780 euro al mese a chi non lavora significa incentivare chi lavora a licenziarsi e impiegarsi in nero. Noi siamo per aiutare chi vuole produrre ricchezza, tagliando le tasse». Professione di realismo, in particolare, sul tetto del 3% del deficit: «Ricordo che l’Italia è impegnata a rispettare già il 2%. Spendere in deficit significa aumentare il debito sulle spalle dei nostri figli, che è già 50mila euro a testa. Altro debito solo per le infrastrutture, quindi, ma il M5s dice che non si può fare nulla... Siamo per la nazionalizzazione delle reti strategiche, come la telefonica».

tappa azzerati

Prima dell’intermezzo in diretta con RaiNews, e subito dopo l’intervista, Meloni ha incontrato gli Azzerati Carife. «Non conosceva i particolari del nostro caso, il fatto che ci siano 28mila azionisti azzerati - ha spiegato la portavoce Katia Furegatti - Invieremo documentazione e richiesta d’incalzare il governo. Nei prossimi giorni avremo altri incontri, in particolare con Alan Fabbri (Lega): dal fatto che si passi dalle promesse ai fatti dipenderà il nostro comportamento alle elezioni amministrative». —

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