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Servizio, conti e organico Al pettine i nodi di Clara

Al vaglio dei Comuni soci il Piano industriale per applicare ovunque il porta a porta Evasione e rapporti con Hera pesano sul bilancio. In bilico 100 contratti a termine

Scegliere il modello di business, in questo caso che tipo di porta a porta per la raccolta rifiuti, in maniera tale da adattarlo ad una clientela molto variegata, che dalla costa turisticizzata a città di media dimensione, passando per vaste aree agricole. È questo il primo compito che attende oggi i soci di Clara, la società ambientale pubblica che serve i cittadini dell’intera provincia con l’eccezione di Ferrara e Argenta. Solo a seguito di questa scelta, da formalizzare con un voto alle ...

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Scegliere il modello di business, in questo caso che tipo di porta a porta per la raccolta rifiuti, in maniera tale da adattarlo ad una clientela molto variegata, che dalla costa turisticizzata a città di media dimensione, passando per vaste aree agricole. È questo il primo compito che attende oggi i soci di Clara, la società ambientale pubblica che serve i cittadini dell’intera provincia con l’eccezione di Ferrara e Argenta. Solo a seguito di questa scelta, da formalizzare con un voto alle linee guida del Piano industriale 2018-19, i sindaci dei Comuni soci potranno esprimersi sul nodo-occupazione, a partire dai 100 contratti a termine a rischio rinnovo. La vertenza sindacale si è ieri inasprita per l’accusa di Cgil, Cisl e Uil ai soci di volerli evitare, avendo spostato all’ultimo momento la sede dell’assemblea a Mesola: i sindacati confermano comunque il sit-in a Comacchio, alle 11.30 davanti al Palazzo delle Saline «simbolo della decadenza della politica locale».

Quale raccolta?

Dal modello di raccolta discende l’organizzazione aziendale, e da lì il numero e le professionalità di operatori per ogni segmento di attività, dai giri dei camion al controllo qualità, fino agli amministrativi. È uno schema che sta particolarmente a cuore ai sindaci dei tre Comuni più importanti, cioè Comacchio, Cento e Copparo, che assieme arrivano al 43,5% del capitale, per i quali bisogna decidere modalità e tempistiche del passaggio alla raccolta porta a porta. È evidente che le esigenze di un centro urbano come Cento sono diverse da quelle della costa comacchiese, e anche dal territorio “misto” del Copparese. Per questo sarà necessario calibrare bene l’impegno economico, in quanto i sindaci si sono impegnati con gli utenti a non aumentare la bolletta, sulla quale vanno scaricati gli eventuali costi aggiuntivi del servizio, che deve porsi come obiettivo a breve la tariffa puntuale, richiesto dalla legge regionale.

entrate che mancano

Un secondo punto sul quale dovrà uscire una parola chiara è il “buco”, come lo chiamano i sindacati, o comunque le mancate entrate derivanti dall’evasione Tari accumulata negli anni. Il management l’ha calcolata in 6-7 milioni di euro, frutto anche di scarsa incisività nella lotta all’evasione, ammettendo anche una certa tensione finanziaria creata dai flussi tariffari non corrispondenti alle attese. Dal preconsuntivo, cioè il bilancio al 30 giugno con le proiezioni a fine anno, che è l’altro punto all’ordine del giorno dell’assemblea, si capirà se vi sono ripercussioni sui conti, sui quali pesa la chiusura di rapporti con Hera. Il bilancio 2017 si è comunque chiuso con un risultato positivo.

contratti scaduti e garanzie

L’atto conclusivo è la definizione di un perimetro stabile di organico. L’azienda ha già annunciato il non rinnovo oltre il 31 dicembre anche di quei contratti a termine, 14, che scadono prima dell’applicazione del Decreto dignità, e di non voler comunque esplorare la possibilità di rinnovare gli altri. Al loro posto, un numero non quantificato di contratti a tempo indeterminato, attraverso concorsi aperti a tutti. E i contrattisti a termine, in molti casi ex Cmv da tempo in azienda? «Si andrà a valorizzare la competenza acquisita in azienda» promette Nicola Rossi, sindaco di Copparo. I sindacati chiedono garanzie formali. —

S.C.

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