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«Dopo oltre tre anni mi hanno lasciato a casa» «Moglie, figlio e contratto in scadenza a dicembre»

la protestaPreoccupazione e disagio dei lavoratori Clara, stupore ma determinazione a non mollare da parte dei sindacati confederali e di categoria. Sono gli stati d’animo e le sensazioni che si...

la protesta

Preoccupazione e disagio dei lavoratori Clara, stupore ma determinazione a non mollare da parte dei sindacati confederali e di categoria. Sono gli stati d’animo e le sensazioni che si potevano cogliere dagli umori e dalle parole espressi dai tanti partecipanti nel corso di un presidio organizzato ieri a Comacchio, davanti al Palazzo delle Saline, in pieno centro storico. Condivisi, questi umori, da chi è già a casa.

vite precarie

Tra questi ultimi c’è Nicola Romagnoli di Cento. Giov ...

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Preoccupazione e disagio dei lavoratori Clara, stupore ma determinazione a non mollare da parte dei sindacati confederali e di categoria. Sono gli stati d’animo e le sensazioni che si potevano cogliere dagli umori e dalle parole espressi dai tanti partecipanti nel corso di un presidio organizzato ieri a Comacchio, davanti al Palazzo delle Saline, in pieno centro storico. Condivisi, questi umori, da chi è già a casa.

vite precarie

Tra questi ultimi c’è Nicola Romagnoli di Cento. Giovane di 24 anni, è stato messo a casa lo scorso 31 agosto «dopo avere lavorato, assunto nel settembre 2015, in qualità prima di addetto alla distribuzione poi come manutentore, per 36 mesi oltre ad altri due mesi con voucher - testimonia - Sull’esito della vertenza non sono ottimista e per questo sto iniziando a guardarmi intorno per trovare un’altra occupazione». Il giovane aggiunge di essere «rimasto deluso dai sindaci che non hanno dimostrato solidarietà nei confronti dei tanti di noi in via di licenziamento. Dimostrando ancora una volta la loro lontananza dai problemi della gente che lavora». Percorso analogo per Domenica Parisi di Ferrara, assunta da Cmv, transitata in Clara e pure cessata dal servizio il 31 agosto dopo 36 mesi di lavoro: «Ho vissuto questa vicenda come un’ingiustizia - dice - perché mi avevano assicurato la permanenza in servizio ed invece, due mesi dopo mi hanno detto che non avrebbero rinnovato il mio contratto. Davvero mi sento sfruttata e presa in giro e spero tanto che la vicenda possa risolversi positivamente perché, vivendo da sola, adesso senza lavoro sono in difficoltà. E per questo, sto cercando soluzioni lavorative alternative». Anche Consuelo Nordi contesta i sindaci: «Siamo in grande difficoltà - ha affermato al presidio - ed i sindaci, che avrebbero dovuto ascoltarci ed essere presenti, invece ci ignorano».

Un poco meglio, ma solo per il momento, si trova Diego Stabellini, di Bologna, autista in servizio a Cento, il cui contratto scadrà il prossimo 31 dicembre. «Spero davvero - dice Stabellini - che il mio rapporto di lavoro venga prolungato perché sono sposato ed ho un figlia e nel caso restassi senza lavoro, sarei in grossa difficoltà. Sono molto preoccupato e spero che, entro il 31 dicembre, la vicenda si concluda in modo positivo anche per me».

sindacati mobilitati

«Da tempo abbiamo attivato lo stato di agitazione - ha spiegato Eugenio Benini di Uil Trasporti - e se la situazione non si sblocca, dopo la procedura di raffreddamento presso la Prefettura, porremo in atto altre azioni sindacali ancora più incisive». Non è possibile, ha ancora sottolineato Bruna Barberis, segretaria provinciale Cisl, «ed anche inaccettabile che i sindaci, a fronte di quanto avvenuto, non abbiano ritenuto di incontrarci prima dell’assemblea dei soci Clara. Perché in questa vertenza sono in gioco il lavoro di tanti lavoratori, l’azienda ed anche la qualità dei servizi da erogare ai cittadini». Stesso stato d’animo di Gabriele Gardellini, Rsu Cgil: «Siamo arrabbiati e preoccupati. Clara ha perso l’occasione per stabilizzare dei lavoratori che da anni sono in servizio acquisendo professionalità e competenza». E Lorenzo Soffritti della Rsu Cisl, vede «il rischio anche di una diminuzione della qualità del servizio a causa della riduzione del personale». Chiude Massimo Zanirato, segretario Uil: «Determinati ad andare avanti finché non otterremo risultati». —

Piergiorgio Felletti

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