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I pescatori tornano in mare Ma l’entusiasmo resta in porto

Tra reti, stucchi, pennelli e vernici si attende la fine del fermo biologico  «È sempre più difficile lavorare in mare. Troppi limiti e il pesce scarseggia»

PORTO GARIBALDI

Battute finali in porto per i lavori di manutenzione dei pescherecci, ma tra stucchi, pennelli, vernici e chiodi, i pescatori non nascondono le preoccupazioni per la ripresa della pesca, dopo 42 giorni di fermo biologico.

il femro pesca

Dal 31 luglio scorso e sino al 9 settembre tutte le marinerie dell’Alto Adriatico, infatti, da Trieste ad Ancona, osserveranno il periodo di fermo pesca, scattato il 27 agosto da Manfredonia a Bari e che terminerà il 9 ottobre.

«Il fermo pesca d ...

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PORTO GARIBALDI

Battute finali in porto per i lavori di manutenzione dei pescherecci, ma tra stucchi, pennelli, vernici e chiodi, i pescatori non nascondono le preoccupazioni per la ripresa della pesca, dopo 42 giorni di fermo biologico.

il femro pesca

Dal 31 luglio scorso e sino al 9 settembre tutte le marinerie dell’Alto Adriatico, infatti, da Trieste ad Ancona, osserveranno il periodo di fermo pesca, scattato il 27 agosto da Manfredonia a Bari e che terminerà il 9 ottobre.

«Il fermo pesca dovrebbe essere anticipato in primavera, per non interferire con il periodo riproduttivo, quando il pesce deposita le uova – commenta Mario Bellotti, marinaio del peschereccio Flipper –; in questo periodo non serve. Questa barca è una delle poche rimaste per la pesca volante delle sarde e visto che è di lunghezza superiore a 15 metri, per legge, ha un logbook elettronico e non cartaceo, che viene controllato tutti i giorni dalla capitaneria. Non si sgarra. Tutto viene monitorato, dalla distanza dalla costa, al pescato». La speranza è quella di poter cominciare la stagione di pesca con buone calate, dopo annate scarsamente redditizie.

i pescatori

Mentre ripara una rete del peschereccio Luisa, adibito alla pesca volante dei cefali, Nando Finottelli, armatore, ricorda che nel tempo la crisi del settore si è acuita. «Sino a qualche anno fa eravamo 3 volanti per la pesca dei cefali – fa notare l’armatore di Porto Garibaldi – ma ora è rimasto solo il mio peschereccio, gli altri sono stati demoliti con il progetto degli incentivi per le demolizioni. Abbiamo reti con maglie da 60 millimetri per pescare i cefali, ma se entrano sarde o altri pesci li dobbiamo buttare in mare, altrimenti rischiamo multe salate».

le multe

Per una calata sottocosta, ossia entro le tre miglia dal porto, si rischia di incappare in una sanzione da 4mila euro con la decurtazione di 10 punti dalla licenza di pesca, come è già successo a qualche pescatore. Per lasciare alle spalle una stagione difficile, segnata dal calo drastico del pescato, lo sguardo è tutto proteso alla mezzanotte del 10 settembre, quando finalmente i pescherecci potranno riprendere il largo.

il 9 settembre

«Il giorno prima la capitaneria ci restituirà licenza di pesca, collaudi, ruolino e tutti i documenti delle barche che abbiamo consegnato all’inzio del fermo pesca – spiega Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca –; sono 45 pescherecci per un totale di poco più di cento pescatori che torneranno a lavorare dopo 42 giorni. Entro la fine dell’anno dovremo essere operativi anche con il nuovo progetto, che prevede l’istituzione di una cinquantina di banchetti gemelli, tutti uguali, per la vendita in banchina del pescato di giornata». —

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