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Più forti del terremoto Salvati i documenti dell’Archivio storico

Custoditi a castello Lambertini, erano stati danneggiati Domani in piazza si parla dell’operazione di recupero 

POGGIO RENATICO

Per domani in piazza del Popolo l’amministrazione comunale ha organizzato un dibattito pubblico sul tema “Poggio Renatico e le sue antiche carte, storia di un recupero”. Nel contempo verranno illustrate anche le modalità per arrivare al nuovo archivio.

«Un incontro con la gente - spiega il sindaco Daniele Garuti - voluto per illustrare il lavoro svolto, sotto l’attenta guida della Soprintendenza Archivistica, per il recupero e la valorizzazione dell’archivio quale nostro patri ...

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POGGIO RENATICO

Per domani in piazza del Popolo l’amministrazione comunale ha organizzato un dibattito pubblico sul tema “Poggio Renatico e le sue antiche carte, storia di un recupero”. Nel contempo verranno illustrate anche le modalità per arrivare al nuovo archivio.

«Un incontro con la gente - spiega il sindaco Daniele Garuti - voluto per illustrare il lavoro svolto, sotto l’attenta guida della Soprintendenza Archivistica, per il recupero e la valorizzazione dell’archivio quale nostro patrimonio storico e culturale».

il lascito delle scosse

Durante il sisma del 2012, con il crollo della torre del castello Lambertini, l’archivio storico è stato completamente sommerso dai detriti. Una grossa parte dei documenti è stata quasi subito recuperata e depositata, a Vignola, in una sede temporanea in attesa di costruire un nuovo archivio. Un’altra parte è stata però ricoperta, letteralmente, da detriti e polvere ed era piena di umidità. C’è stato bisogno dell’intervento di alcune archiviste specializzate, della ditta Archimedia, che con un paziente lavoro hanno ripulito tutte le carte e recuperato gran parte dei documenti semidistrutti.

Tutto il lavoro è stato svolto con il controllo costante della Soprintendenza Archivistica, che verificava e analizzava ogni documento. Alla fine è stato recuperato, inscatolato e messo al sicuro il 95% dei documenti dell’archivio storico che risale al 1801.

opera paziente

Un risultato altamente positivo frutto di un lavoro certosino e di grossa portata, svolto in condizioni disagevoli: si doveva indossare sempre la mascherina, e indumenti particolari, dovendo operare in un ambiente pieno di detriti e polvere e che, seppur messo in sicurezza, portava ancora evidenti i segni lasciati dal terremoto. Per dare una dimensione del lavoro svolto: se tutte le scatole, che ora contengono i documenti, venissero messe in fila si raggiungerebbe la lunghezza di 1.300 metri lineari. Il costo totale è stato di 118mila euro, compreso il trasporto, interamente a carico della Regione. Domani verrà illustrato questo lavoro di recupero importante per il paese. —

Giuliano Barbieri

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