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Cambia il comandante dei carabinieri «Mi mancherete»

Il luogotenente Giacchino passa al comando Piemonte Il suo grazie alla comunità: persone perbene che ricorderò

LONGASTRINO

Trentacinque anni nell’Arma dei carabinieri e di questi 22 trascorsi come comandante della caserma carabinieri di Longastrino. Dal prossimo 28 settembre (già dall’8 è in licenza di trasferimento), il luogotenente Francesco Giacchino lascia le comunità di Filo, Longastrino e Anita, per assumere un incarico prestigioso al comando regionale di Torino, città dove aveva chiesto per la quarta volta di essere trasferito.

«non sono stanco»

«Stanco? No - racconta lui -, non è una stanchezza ...

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LONGASTRINO

Trentacinque anni nell’Arma dei carabinieri e di questi 22 trascorsi come comandante della caserma carabinieri di Longastrino. Dal prossimo 28 settembre (già dall’8 è in licenza di trasferimento), il luogotenente Francesco Giacchino lascia le comunità di Filo, Longastrino e Anita, per assumere un incarico prestigioso al comando regionale di Torino, città dove aveva chiesto per la quarta volta di essere trasferito.

«non sono stanco»

«Stanco? No - racconta lui -, non è una stanchezza fisica forse più mentale. In una stazione le incombenze sono sempre di più e si è sempre di meno: eravamo 10, ora siamo sei. Fortunatamente per il collega, il luogotenente Paolo Minafra, che è stato comandante a Mezzano e che dovrebbe subentrare nel comando, arriverà un maresciallo giovane. Andrò nell’ufficio che gestisce tutto il parco veicolo della Legione Piemonte-Valle d’Aosta».

Al comandante Giacchino dispiace(e non lo nasconde) lasciare il territorio di Argenta perché qui sono nati e vivono i suoi due figli; qui ha tessuto rapporti interpersonali che lo hanno segnato ed è di questo che preferisce parlare.

tanti anni di servizio

«Sono arrivato nel 1996 - precisa - provenendo dalla Sicilia e qui ho conosciuto una realtà molto tranquilla, un paese ordinato e pulito. Andando di pattuglia o a piedi, ad esempio, notai che le chiavi erano inserite sulla porta esterna: allucinante. Mi dissero che potevo stare tranquillo perché non tocca niente nessuno». Infatti, erano i tempi in cui, in caso di furto, per il paese si sapeva già chi era stato.

molte cose cambiate

«Oggi non è più così e non sono razzista - tiene a precisare -. L’immigrazione ha cambiato tante cose». Tanti problemi, tanti fenomeno sociali, tante storie che sarebbero da raccontare.

Ed è ancora di Longastrino che Giacchino preferisce parlare e che simbolicamente vuol mettere nella valigia. Guarda caso, si porta con sé «l’odore della Romagna ed il calore della sua gente. Mi sono talmente integrato - chiarisce il luogotenente - che ho vissuto la Romagna a 360 gradi: un romagnolo se ti deve dire una cosa, non te la manda a dire; un amico romagnolo ce l’hai per sempre».

tanti amici carissimi

Amici a cui è particolarmente legato: «Ne vorrei citare alcuni: Lino Fabbri, il falegname; gli idraulici Antonio e Cristian Fabbri, Enrico Tarroni il gommista, Antonio Ragazzini, ex elettricista, “Gigion”. Sono amici che hanno dato tanto alla stazione dei carabinieri e non hanno mai chiesto nulla in cambio».

La lunga chiacchierata, intrecciata da momenti di viva emozione, termina con un «grazie all’Arma, alla quale, fino ad ora, ho dato 35 anni della mia vita, che mi ha formato, che mi ha regalato emozioni e che mi ha consentito di continuare gli studi e di conseguire due lauree. Una vita di grandissime soddisfazioni, lavorative e personali». —

Giorgio Carnaroli

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