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«Davanti all’Asl per sapere come è morta nostra figlia»

I genitori non si danno per vinti nonostante due richieste di archiviazione  E ora attraverso il loro avvocato hanno presentato una nuova opposizione

Cento

«Siamo in piazza, davanti allo stand dell’Asl di Ferrara e dell’Ospedale di Cento, per chiedere che venga fatta luce sui motivi per cui la nostra bimba è morta ancor prima di nascere». A raccontare la tragedia che ha colpito la famiglia, è Antonino Esposito. Una battaglia che dura da oltre due anni, iniziata l’11 agosto 2016 con la morte improvvisa della piccola Nicole, ancor prima che potesse vedere la luce. Ed è proprio in nome della ‘verità per Nicole’ che ieri i genitori Antonino e ...

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Cento

«Siamo in piazza, davanti allo stand dell’Asl di Ferrara e dell’Ospedale di Cento, per chiedere che venga fatta luce sui motivi per cui la nostra bimba è morta ancor prima di nascere». A raccontare la tragedia che ha colpito la famiglia, è Antonino Esposito. Una battaglia che dura da oltre due anni, iniziata l’11 agosto 2016 con la morte improvvisa della piccola Nicole, ancor prima che potesse vedere la luce. Ed è proprio in nome della ‘verità per Nicole’ che ieri i genitori Antonino e Francesca hanno presenziato, in maniera silenziosa ma carica di significato, all’iniziativa rivolta a coppie e future neo-mamme sul percorso nascita, organizzata nello stand dall’Asl di Ferrara in piazza Guercino in occasione della Fiera di Cento.

iniziativa importante

Un’iniziativa quella di ieri, realizzata dall’Unità operativa di ostetricia e ginecologia e Servizio salute donna. Il racconto di Antonino: «La nostra bimba, dopo il periodo di gestazione che si era concluso senza problemi, è morta all’improvviso, una morte endouterina».

Residenti a Buonacompra, Antonino e Francesca, in attesa della loro secondogenita, nel momento dell’avvicinarsi del parto, si sono recati all’ospedale di Cento: «Per cercare di indurre il parto, in reparto vennero svolte diverse manovre e procedure che portarono per noi, alla morte della nostra piccola Nicole».

Infatti, dopo il decesso e proprio per fare chiarezza su quanto accaduto, Esposito e la moglie, assistiti dall’avvocato Gisella Rossi, presentarono un esposto e la Procura di Ferrara avviò l’inchiesta che, condotta dal sostituto procuratore Stefano Longhi, vide indagati quindici tra medici e personale del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cento. A seguire, la nomina di un perito che depositò la consulenza ad inizio 2017. Da qui, la decisione della famiglia di presentare un’integrazione di querela: «Dall’accertamento tecnico – riferisce Antonino - è risultato che erano spariti 30 cm di cordone ombelicale. Per noi sarebbero stati importanti per risalire alla causa della morte».

svolta inaspettata

Poi la svolta: «Nell’ottobre del 2017 la Procura presenta la richiesta di archiviazione, senza che ci venga nemmeno data la possibilità di essere ascoltati». A dicembre 2017 la famiglia Esposito presenta una nuova denuncia-querela e un’istanza di riapertura delle indagini, puntando il dito su tre operatori sanitari: «Nel febbraio di quest’anno – prosegue nel racconto Antonino - il pm riapre le indagini e sente tutto il personale medico-sanitario venuto in contatto con la partoriente, e a luglio presenta una seconda richiesta di archiviazione».

la famiglia non molla

Ciò nonostante la famiglia Esposito non si dà per vinta. Per questo motivo, l’avvocato Rossi sabato scorso, 1 settembre, ha presentato nuova opposizione. Poi la protesta silenziosa di ieri, indossando un’emblematica maglia con stampata una coloratissima farfalla: «Nicole è come una piccola farfalla mai uscita dal suo bozzolo. Siamo qui in piazza oggi, senza alzare la voce o gridare, ma per far conoscere alla gente la tragedia che ci è accaduta». —

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