Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Acer, duecento case sotto osservazione «Servono nuovi fondi»

Monitoraggio straordinario per gli edifici ante-’57 e con tipologie costruttive a rischio Il direttore Carrara: interventi  solo con contributi nazionali

L’allontanamento d’urgenza di due famiglie dalle case popolari di via Marconi, a Comacchio, due sere fa, ha fatto seguito ad un provvedimento analogo eseguito qualche mese fa in città, in via Argine Ducale. In entrambi i casi i tecnici Acer hanno valutato non ci fossero più le condizioni di sicurezza per abitarci, a causa in particolare delle condizioni del tetto.

Quante sono le case del patrimonio pubblico gestite da Acer in condizioni di emergenza? «Avremo un quadro preciso al termine del ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

L’allontanamento d’urgenza di due famiglie dalle case popolari di via Marconi, a Comacchio, due sere fa, ha fatto seguito ad un provvedimento analogo eseguito qualche mese fa in città, in via Argine Ducale. In entrambi i casi i tecnici Acer hanno valutato non ci fossero più le condizioni di sicurezza per abitarci, a causa in particolare delle condizioni del tetto.

Quante sono le case del patrimonio pubblico gestite da Acer in condizioni di emergenza? «Avremo un quadro preciso al termine del monitoraggio in corso da parte dei nostri tecnici sugli edifici potenzialmente critici, che sono 200» rivela il direttore dell’azienda casa, Diego Carrata. I fabbricati sotto osservazione sono in buona parte costruiti prima del 1957, che rappresentano un quarto dell’intero patrimonio ferrarese, composto da 6.700 abitazioni; per la restante parte si tratta di edifici con tipologie costruttive tali da essere considerati a rischio. La catalogazione è a colori: i codici rossi sono da sgombrare subito, come nel caso di Comacchio e Argine Ducale; poi vengono i codici gialli e quelli verdi.

Il tasso di vetustà delle case di edilizia pubblica ferraresi è rilevante: basti pensare che il 19,6% del totale è stato costruito nel decennio 1958-’68, il 12% nei dieci anni successivi e il 29% negli anni Ottanta. Le case nuove, costruire negli ultimi quattro anni, sono appena il 2,1%. La famiglia comacchiese “sfrattata” era in quella casa dal 1954. Il sisma del 2012 ha aggravato la situazione, in termini di deterioramento delle condizioni statiche degli edifici.

Gli introiti ordinari dell’Acer, che sono essenzialmente i canoni di locazione, non bastano al piano straordinario di manutenzione ormai necessario. «Il vero tema è quello delle risorse extra, e va posto a livello nazionale» anticipa Carrara. —

S.C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI