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Altro contagio, confermato un caso sospetto: è la West Nile

Colpita una donna di 82 anni ricoverata in Neurologia. Morto un anziano a Udine: l’area dei focolai si è ampliata

FERRARA. Il dato confortante è che le condizioni della paziente non sono ritenute particolarmente gravi. Quello preoccupante è che ancora adesso, a settembre iniziato, i focolai infetti di zanzare persistono e il virus continua a manifestarsi. Pochi giorni fa una signora di 82 anni, residente nel Centese, in campagna, e senza particolari patologie preesistenti, era stata ricoverata a Cona nel reparto di Neurologia. Niente febbre, ma un certo disorientamento. Sintomi contraddittori che all’in ...

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FERRARA. Il dato confortante è che le condizioni della paziente non sono ritenute particolarmente gravi. Quello preoccupante è che ancora adesso, a settembre iniziato, i focolai infetti di zanzare persistono e il virus continua a manifestarsi. Pochi giorni fa una signora di 82 anni, residente nel Centese, in campagna, e senza particolari patologie preesistenti, era stata ricoverata a Cona nel reparto di Neurologia. Niente febbre, ma un certo disorientamento. Sintomi contraddittori che all’inizio non avevano fatto pensare alla West Nile, il virus trasmesso dalle zanzare che da fine luglio a oggi ha già provocato sei vittime nel Ferrarese.

Sospetto confermato: è West Nile

Col passare delle ore invece la paziente è rientrata tra i casi di sospetta febbre del Nilo e ieri gli accertamenti hanno tolto ogni dubbio, diagnosticando una encefalite da West Nile.

Quattordici, dunque, in tutto, i pazienti accertati che sono finiti all’ospedale nell’arco di un mese e mezzo. Quattro di loro sono ancora in condizioni critiche, sei sono deceduti, altri due sono stati dimessi e a questi si aggiungono gli ultimi due casi sospetti (un ottantenne di Copparo e la signora di Cento) confermati dalle analisi.

Una vittima anche in Friuli

Sale intanto anche il numero delle vittime in Italia, arrivate a 22 con la morte di un uomo di 88 anni a Udine. Un’infezione autoctona (l’anziano non era stato in altri luoghi prima di ammalarsi) che dimostra come l’area d’azione del virus si sia ampliata, sconfinando dalla zona Ferrarese-Polesine dove finora si era concentrata. Undici le vittime in Emilia, 9 in Veneto, 1 in Lombardia (Mantova) e appunto una in Friuli Venezia Giulia.

Piano straordinario in Veneto

Intanto in uno dei territori critici, Rovigo, è stato varato un nuovo piano straordinario di disinfestazione da 500mila euro, finanziato dalla Regione Veneto (ma con i soldi anticipati dai Comuni) per le città del Polesine toccate dal virus, ovvero Badia Polesine, Bergantino, Fiesso Umbertiano, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rovigo, Trecenta e Villadose, Adria, Canaro, Castelmassa, Corbola, Gaiba, Stienta e Villamarzana. Un piano che si aggiunge agli interventi ordinari bisettimanali svolti finora dalle varie amministrazioni.

In un’interrogazione alla Giunta regionale il capogruppo leghista Alan Fabbri chiede all’Emilia Romagna di seguire l’esempio del Veneto «finanziando un piano di disinfestazione straordinaria specie nei centri urbani più a rischio», e ricorda che «nei giorni scorsi l’assessore alla Sanità della nostra regione ha ammesso la necessità di una lotta più efficace alle zanzare e in particolare sulle larve. Nonostante i proclami, a causa di infezioni provocate da punture di zanzare West Nile si sarebbero registrati nella nostra regione diversi morti, in particolare nella provincia di Ferrara».

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