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Chiesa gremita per l’addio a Michele «Lui vive ancora»

I funerali della guarda giurata 42enne arresosi alla malattia Le parole di don Ugo: in lui ho trovato un uomo disponibile

portomaggiore

Tantissima gente ieri pomeriggio nella chiesa della Collegiata per l’ultimo saluto a Michele Buzzi, la guardia giurata 42enne di Portomaggiore deceduta giovedì sera all’Ado Hospice di viale Veneziani a Ferrara dopo un anno di battaglia contro una malattia. L’uomo (lascia i genitori e la fidanzata), da oltre 15 anni lavorava alla Coopservice e circa un anno fa aveva scoperto questo male, rivelatosi incurabile. Buzzi, appassionato di motocicletta, era molto conosciuto nel Portuens ...

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portomaggiore

Tantissima gente ieri pomeriggio nella chiesa della Collegiata per l’ultimo saluto a Michele Buzzi, la guardia giurata 42enne di Portomaggiore deceduta giovedì sera all’Ado Hospice di viale Veneziani a Ferrara dopo un anno di battaglia contro una malattia. L’uomo (lascia i genitori e la fidanzata), da oltre 15 anni lavorava alla Coopservice e circa un anno fa aveva scoperto questo male, rivelatosi incurabile. Buzzi, appassionato di motocicletta, era molto conosciuto nel Portuense, come dimostrano i tanti amici (oltre ai colleghi di lavoro) ieri ai funerali.

le parole del parroco

A celebrare la cerimonia religiosa è stato don Ugo Berti: «Ho tanti pensieri nella mente - ha detto il parroco di Portomaggiore -, però vorrei cominciare da queste parole che Gesù disse ai discepoli: “Abbiate fede in Dio e in me”. Siamo in una chiesa, ritrovo di cristiani, ai piedi della croce c’è un giovane che è morto, Michele, e sopra un altro uomo più giovane di lui, Gesù. E siamo davanti agli occhi della mamma e degli amici, come accaduto a Gesù. La morte non è la fine della vita, è un passaggio tra questa vita nel mondo e quella nuova con Gesù. Michele ha sofferto, ora non soffre più, è vivo, anche se non abbiamo più la fortuna di vederlo e riconoscerlo. Ora siamo noi a dover arrivare a questa esperienza, ciascuno ci arriverà, non sappiamo quando e come. Ma l’insegnamento è che dobbiamo essere pronti alla vita e alla morte, sapere che si vive e si muore ci aiuta a vivere meglio e a capire le cose vere che abbiamo. Michele l’ho conosciuto poco tempo fa all’ospedale: ho trovato un uomo disponibile, con una grande capacità di pensare, riflettere e ricordare le sue esperienze fin da bambino. Con me ha potuto parlare di Dio e di come non lo aiutasse a vincere la malattia. Ma nel tempo ha capito di dover vivere ogni giorno e ringraziare il Signore, anche per le piccole cose»

l’addio e la solidarietà

Al termine della messa la salma di Michele è stata tumulata nel cimitero di Portomaggiore. Tantissimi i messaggi di cordoglio per i genitori e i familiari del 42enne, i quali hanno rinnovato l’invito a fare offerte a favore dell’Ado (cc n. 10055440). —

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