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Fusioni, l’ultima parola sarà dei cittadini La Regione ha deciso: il verdetto dalle urne

Il referendum sarà consultivo ma la volontà dei votanti vincolante, anche se contraria alla decisione dei consigli comunali

OSTELLATO

La provincia di Ferrara vedrà quattro referendum sulle fusioni di Comuni. Una data è già stata fissata: domenica 7 ottobre si vota per Berra-Ro e Formignana-Tresigallo mentre è da stabilire quella per Mesola-Goro e Ostellato-Fiscaglia. Ai cittadini verrà chiesto di esprimersi con un “Sì” o con un “No” e questa volta l’ultima parola sarà proprio la loro perché anche se si tratta di Referendum consultivo e dunque non ha potere vincolante, la Regione ha espressamente deciso di seguire ...

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OSTELLATO

La provincia di Ferrara vedrà quattro referendum sulle fusioni di Comuni. Una data è già stata fissata: domenica 7 ottobre si vota per Berra-Ro e Formignana-Tresigallo mentre è da stabilire quella per Mesola-Goro e Ostellato-Fiscaglia. Ai cittadini verrà chiesto di esprimersi con un “Sì” o con un “No” e questa volta l’ultima parola sarà proprio la loro perché anche se si tratta di Referendum consultivo e dunque non ha potere vincolante, la Regione ha espressamente deciso di seguire le indicazioni che arrivano dalle urne.



A spiegare nei dettagli il nuovo quadro, il consigliere regionale del Pd, Paolo Calvano: «La legge regionale è stata aggiornata sia con una variazione normativa che con una successiva risoluzione». In particolare è stato previsto il seguente caso: i voti complessivi sul referendum sono favorevoli alla fusione ma il numero dei Comuni favorevoli è uguale a quello dei contrari. Come ci si comporta? «Questo è il caso in cui in un comune prevale il sì e nell’altro il no - spiega Calvano -In una situazione del genere la Regione può (non deve) procedere a fondere i comuni se e solo se nel comune in cui è prevalso il No il consiglio comunale con maggioranza dei due terzi chiede alla regione di andare avanti comunque. In quel caso la Regione si riserva di decidere».



Ma attenzione, ed è qui la vera novità: «In un momento successivo a questa norma abbiamo aggiunto una risoluzione che dice che se in un comune su due prevale il No il consiglio regionale non procede alla fusione dei comuni». Ovviamente vale lo stesso atteggiamento che prevale il no in tutti e due i Comuni.

«Per quanto mi riguarda curerò la legge che istituirà il referendum per Fiscaglia e Ostellato, mentre la collega Marcella Zappaterra seguirà quella sui comuni di Mesola e Goro - spiega Calvano - È importante sapere che non si tratta di un obbligo, ma di un’opportunità frutto di una scelta delle comunità, vincolata all’esito del referendum nei singoli comuni».



Sempre secondo il consigliere, «la fusione è un’opportunità che offrono insieme il Governo e la Regione, mettendo a disposizione anche fondi rilevanti a favore delle fusioni, utili per migliorare i servizi e offrire maggiori opportunità di investimento - specifica Calvano - Se pensiamo che i tagli delle risorse vedono i comuni sempre più in difficoltà nel garantire i servizi, cogliere le opportunità delle fusioni significa proprio pensare al futuro e non mettere a rischio questi servizi». —