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“Con Te!”, progetto Inac rivolto ai pensionati Guida alla tecnologia

Si chiama “Con Te! ” il progetto di Inac – Istituto Nazionale di Assistenza ai Cittadini di Ferrara proposto nell’ambito del Servizio Civile volontario, un percorso dedicato alle persone anziane, per...

Si chiama “Con Te! ” il progetto di Inac – Istituto Nazionale di Assistenza ai Cittadini di Ferrara proposto nell’ambito del Servizio Civile volontario, un percorso dedicato alle persone anziane, per migliorare l’accesso ai servizi sociali, formativi e culturali. Il patronato di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, che da oltre trent’anni tutela gratuitamente i cittadini dal punto di vista previdenziale e assistenziale, ha scelto di avvicinare due universi molto distanti: quello dei giovani sem ...

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Si chiama “Con Te! ” il progetto di Inac – Istituto Nazionale di Assistenza ai Cittadini di Ferrara proposto nell’ambito del Servizio Civile volontario, un percorso dedicato alle persone anziane, per migliorare l’accesso ai servizi sociali, formativi e culturali. Il patronato di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, che da oltre trent’anni tutela gratuitamente i cittadini dal punto di vista previdenziale e assistenziale, ha scelto di avvicinare due universi molto distanti: quello dei giovani sempre più “smart” e quello degli anziani, che spesso hanno difficoltà di accedere ai servizi e non utilizzano le nuove tecnologie. Un obiettivo importante, che non solo può facilitare la vita quotidiana di persone con esigenze particolari, ma può arricchire entrambi dal punto di vista umano ed esperenziale, come spiega Gianni Padovani, direttore Inac di Ferrara.

«Abbiamo scelto di proporre ai giovani volontari un percorso dedicato agli anziani perché il nostro territorio è vasto e chi abita nelle zone rurali spesso fatica ad accedere ai servizi. Come ente che si pone l’obiettivo di tutelare i cittadini, anche da un punto di vista assistenziale e sociale, pensiamo che questo tipo di volontariato debba servire a colmare le distanze, a includere e avvicinare attraverso strumenti e soprattutto relazioni umane. I ragazzi affiancheranno persone autosufficienti non solo nella gestione dei piccoli problemi quotidiani e nella fruizione dei servizi di prossimità, ma li accompagneranno alla fruizione di attività formative, ricreative e culturali. Perché ci sia un arricchimento reciproco è necessario – continua Padovani – che il tempo sia condiviso pienamente e vengano trasferite non solo competenze ma “storie”. Le persone anziane sono sempre contenitori di preziose esperienze, che devono solo essere solo ascoltate. Immaginate, ad esempio, un volontario che insegna a un “nonno” che magari fatica a spostarsi da casa o abita in zone distanti da centri abitati, a consultare il proprio fascicolo sanitario on line, usando un pc o uno smartphone e, viceversa, un anziano che spiega come si lavorava la canapa o racconta le lotte nelle campagne. Il bando scade il 28 settembre. –

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