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Le parole del figlio: «Ormai era in coma ma gli ho parlato per ore e forse mi ha sentito»

Il racconto«Quando ho capito che forse non ce l’avrebbe fatta? Quando mi hanno detto che era entrato in coma. È stato quello il momento in cui ho iniziato a perdere le speranze». Poco dopo, nelle...

Il racconto

«Quando ho capito che forse non ce l’avrebbe fatta? Quando mi hanno detto che era entrato in coma. È stato quello il momento in cui ho iniziato a perdere le speranze». Poco dopo, nelle prime ore di ieri, Maria Faìa, 74 anni, ha ricevuto la comunicazione che il cuore del marito Pietro Carollo, 78 anni (ne avrebbe compiuti 79 il prossimo 19 settembre), si era fermato per sempre. Per le statistiche epidemiologiche si tratta della settima vittima della Febbre del Nilo Occidentale in p ...

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Il racconto

«Quando ho capito che forse non ce l’avrebbe fatta? Quando mi hanno detto che era entrato in coma. È stato quello il momento in cui ho iniziato a perdere le speranze». Poco dopo, nelle prime ore di ieri, Maria Faìa, 74 anni, ha ricevuto la comunicazione che il cuore del marito Pietro Carollo, 78 anni (ne avrebbe compiuti 79 il prossimo 19 settembre), si era fermato per sempre. Per le statistiche epidemiologiche si tratta della settima vittima della Febbre del Nilo Occidentale in provincia, per la famiglia era invece un uomo che si era ammalato anche in modo grave, dopo la pensione, per un problema neurologico, ma che aveva ancora una vita attiva.

la pesca e le messe

«Poteva uscire di casa ed era molto religioso, collaborava ancora con il parroco di Ravalle-Porporana, don Raffaele Benini, durante le messe. L’hobby che aveva condiviso con gli amici era la pesca delle rane: andavano nel mantovano, nelle riserve, a passare qualche ora», racconta Maria Faìa.

La famiglia è originaria di Palermo ma Maria e Pietro abitavano nel ferrarese più o meno da 50 anni. Lui ha lavorato per una vita nel petrolchimico di Ferrara: nel 1989 ha ricevuto un riconoscimento per la grande dedizione al lavoro. «Era sempre presente nello stabilimento, per decenni non ha mai avuto neanche un’influenza», aggiunge la signora Maria. L’età ha lasciato segni importanti nella sua cartella clinica, ma nessuno poteva pensare che la sua salute potesse avere un declino così improvviso.

primi segnali ad agosto

Le prime avvisaglie del male che lo ha portato via erano comparse con una certa evidenza il 24 agosto scorso. Pietro Carollo, racconta il figlio Sergio, 43 anni, «ha iniziato ad accusare un forte mal di testa. Ci siamo preoccupati e un’ambulanza l’ha portato in ospedale, al Sant’Anna. Parlava ed era lucido, è rimasto in osservazione una notte, poi l’hanno dimesso». Il giorno dopo però i familiari lo trovano riverso a terra, in camera, «non riusciva a muoversi – proseguono il figlio e la moglie – aveva la febbre, in ospedale gli hanno diagnosticato un principio di polmonite». L’ uomo viene dimesso una seconda volta. Antibiotici. «Ma ci hanno segnalato anche un declino cognitivo», ricorda la moglie.

i singhiozzi nel coma

Sergio aggiunge con qualche amarezza: «Forse in quelle condizioni potevano tenerlo in osservazione ancora un po’ di tempo». In effetti la salute di Pietro Carollo continua a peggiorare fino a quando, l’1 settembre, la famiglia decide di farlo visitare di nuovo al pronto soccorso. Questa volta il pensionato viene ricoverato e il test della rachicentesi conferma ai sanitari, che sospettano si tratti di un nuovo caso di West Nile, che l’encefalite è la probabile complicanza di una puntura da zanzara infetta.

Le condizioni dell’uomo si aggravano progressivamente, ma verso metà della scorsa settimana sembrano ancora stabili. «Venerdì scorso ho notato che aveva in volto un’espressione triste – prosegue la moglie – allora gli abbiamo fatto sentire alcune vecchie canzoni che gli piacevano. Annuiva ma non riusciva a parlare». Lo stato di sopore, domenica scorsa, è sfociato nel coma. «Ho continuato a parlargli per ore – conclude il figlio Sergio, che ha un fratello di 48 anni – l’ho visto singhiozzare, forse qualcosa ha sentito». Ogni speranza però si è spenta ieri mattina. —

Gi. Ca.

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