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Prima rimandato poi bocciato Incontro coi genitori

il caso «Può capitare che uno studente non riesca all’esame di riparazione. E non intendo entrare nel merito delle decisioni adottate in sede di operazioni di scrutinio, che sono segrete». La...

il caso

«Può capitare che uno studente non riesca all’esame di riparazione. E non intendo entrare nel merito delle decisioni adottate in sede di operazioni di scrutinio, che sono segrete».

La dirigente scolastica del polo scolastico di Codigoro, Genevieve Abbate, ha preso posizione con riferimento alla vicenda connessa alla bocciatura in una sola materia, inflitta ad uno studente che frequentava la 3ª superiore di un indirizzo scolastico del polo, nel corso dei recenti esami di riparazione. ...

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il caso

«Può capitare che uno studente non riesca all’esame di riparazione. E non intendo entrare nel merito delle decisioni adottate in sede di operazioni di scrutinio, che sono segrete».

La dirigente scolastica del polo scolastico di Codigoro, Genevieve Abbate, ha preso posizione con riferimento alla vicenda connessa alla bocciatura in una sola materia, inflitta ad uno studente che frequentava la 3ª superiore di un indirizzo scolastico del polo, nel corso dei recenti esami di riparazione. E contro la quale si sono scagliati i genitori del ragazzo, intenzionati ad andare fino in fondo, se necessario, anche ricorrendo al Tar. “Domani (oggi per chi legge, ndr) - ha aggiunto la dirigente scolastica – incontrerò i genitori dello studente e sentirò le loro ragioni».

Ma, se anche «come madre posso capire la delusione dei genitori, come dirigente scolastica non posso che attenermi alle decisioni degli organismi scolastici coinvolti». Ed ha concluso sottolineando che «i genitori potranno eventualmente ricorrere contro la decisione di bocciatura del figlio seguendo le procedure previste». La vicenda era nata quando, ad esami di riparazione conclusi, uno studente che frequentava la 3ª classe di un istituto del polo scolastico, rimandato in matematica, era stato bocciato. Ed i genitori non ci stanno e protestano la loro rabbia ritenendo l’esito dell’esame una ingiustizia, minacciando anche di ricorrere al Tar, procedura che, però, prevede tempi e modalità che di fatto determinano la quasi certezza che il ragazzo dovrà ripetere l’anno scolastico. —

Pg.F.

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