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Troppe cattedre ancora vuote Rientro in aula a orario ridotto

Ancora da assegnare centinaia di posti vacanti tra primarie, medie e superiori. La Cgil: «Corsa contro il tempo. E i precari meritano dignità e stabilizzazione»

FERRARA. Quando le scuole riapriranno, tra una settimana, lo faranno a scartamento ridotto. Gli orari delle lezioni saranno in molti casi necessariamente incompleti, perché ci sono ancora centinaia di cattedre da assegnare. A segnalarlo è la Fcl-Cgil, sottolineando come i tempi scanditi dal Ministero abbiano costretto gli Uffici scolastici a lavorare in affanno e ad arrivare all’appuntamento con la prima campanella senza aver avuto la possibilità di provvedere alla copertura di tutti i posti ...

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FERRARA. Quando le scuole riapriranno, tra una settimana, lo faranno a scartamento ridotto. Gli orari delle lezioni saranno in molti casi necessariamente incompleti, perché ci sono ancora centinaia di cattedre da assegnare. A segnalarlo è la Fcl-Cgil, sottolineando come i tempi scanditi dal Ministero abbiano costretto gli Uffici scolastici a lavorare in affanno e ad arrivare all’appuntamento con la prima campanella senza aver avuto la possibilità di provvedere alla copertura di tutti i posti ancora vacanti.

I numeri
«Perché non si tratta mica di una o due cattedre, siamo di fronte a un ricorso abnorme alle supplenze», nota la responsabile Cgil Scuola Hania Cattani. Parlano i numeri. Solo nel sostegno, 101 posti ancora da coprire alle medie (senza contare gli spezzoni di ore), un’ottantina alle superiori e altrettanti alle primarie. In tutte le altre materie, da italiano a matematica, dalle lingue straniere a tecnologie, a essere scoperti sono tuttora 120 cattedre alle medie e 130 alle superiori. Per non parlare del personale Ata, la cui carenza investe anche questioni legate alle sicurezza dei plessi

Precariato infinito
Tre i fattori, e tutti collegati tra loro, che hanno determinato questa situazione, spiega Cattani. Da un lato, lo svuotamento delle Gae (Graduatorie a esaurimento), ovvero le “liste” da cui vengono attinti i docenti di ruolo. Si fa dunque ricorso alle Graduatorie di secondo livello, quelle dei docenti abilitati che continuano a oltranza a lavorare facendo supplenze, aspettando una stabilizzazione che non arriva mai.  «È un problema politico, questo governo non è diverso da quello precedente e il sistema scolastico continua a reggersi sul precariato. Questo significa non valorizzare il lavoro, e quando questo succede c’è una perdita di diritti e di democrazia che peraltro, alla fine, viene scontata anche dai bambini e dai ragazzi. Bisogna pensare a concorsi mirati per dare un ruolo dignitoso a troppe professionalità mortificate».

Ritardi e tempi stretti
A questo si aggiunge il terzo punto debole, quello legato ai tempi stretti lasciati agli uffici scolastici per le assegnazioni. «Il Ministero crede che dal primo al diciassette settembre sia un periodo sufficiente, ma siamo di fronte a centinaia di cattedre da assegnare, mica a due o tre - ribadisce Cattani - Oggi è in programma una convocazione presso l’Ufficio scolastico provinciale per affrontare le supplenze per la scuola primaria, mentre quelle per le medie e le superiori non sono state ancora calendarizzate. Ma la scuola non può aspettare». —

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