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Espulsioni, stretta sui nigeriani. Le proteste: «Discriminazione razziale»

Un telegramma del Viminale alle questure scatena l’ira di Asgi e Arci. Maestri (Possibile) presenta un'interrogazione parlamentare

ROMA. Dal Viminale parte l’ordine in un telegramma indirizzato alle questure: rintracciate migranti irregolari, ma esclusivamente nigeriani, è pronto un volo charter per rimpatriarli.  Dal 26 gennaio al 18 febbraio saranno “riservati” alla nazionalità 95 posti - 45 per gli uomini, 50 per le donne - presso i Cie di Roma, Torino, Brindisi e Caltanissetta. Le dichiarazioni vanno inviate con la dicitura «Audizioni febbraio 2017». Insorge Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci, scrivendo su Facebook un post infuocato: «Si tratta di un’azione di espulsione collettiva, vietata dalla legge, fatta sulla base della nazionalità, quindi discriminatoria» e depreca la fretta con cui il ministero cerca «di dimostrare che l'accordo con la Nigeria è utile e funziona».

Le donne nigeriane e il rischio tratta. L’Associazione degli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) aggiunge un argomento non da poco: «Desta sconcerto la previsione di un numero alto di posti riservati ai trattenimenti di donne nigeriane, notoriamente a rischio di essere potenziali vittime di tratta, dunque persone vulnerabili che necessitano di specifiche misure di protezione e assistenza». La polizia parla di un normale accordo organizzativo che facilita le procedure di espulsione. Come a dire: le operazioni di rimpatrio sono delicate ed è difficile procedere con sette o otto nazionalità alla volta. Oggi tocca ai nigeriani, domani potrebbe toccare agli egiziani.

L'interrogazione parlamentare. Andrea Maestri, deputato di Possibile e avvocato che si occupa di immigrazione, ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Giudica le motivazioni che hanno portato all’ordine «giuridicamente inconsistenti». Prosegue: «Non si può additare un gruppo di persone per eseguire rintracci o rastrellamenti, cercando di riempire i Cie solo con quella nazionalità. Sono preoccupato dalle politiche migratorie di questo governo: il renzismo si sta trasformando in trumpismo malcelato».

Il caso: padre di famiglia rischia il rimpatrio. Maestri racconta anche di un caso con una tempistica che fa pensare a una diretta ricaduta del telegramma: «In questo momento un uomo sposato con una connazionale titolare carta soggiorno a tempo indeterminato e papà di un bimbo di sei anni è su una volante, diretto da Ravenna al Cie di Brindisi. Immaginate la condizione in cui si trova la famiglia con il piccolo che chiede del padre. Non è stata tutelata l’unità familiare. Lui ha procedura di asilo pendente: sta presentando ricorso. Abbiamo chiesto al questore di sospendere il procedimento espulsione e di farlo tornare indietro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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