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Barcellona, nel covo dei jihadisti trovate 120 bombole di gas. Morto Julian il bimbo dato per disperso

Ad Alcanar ritrovate 120 bombole di gas che sarebbero servite agli jihadisti per compiere più attacchi. Intanto arriva conferma dai media:"Il piccolo Julian è morto a Barcellona".  Continua la caccia all'uomo: decine e decine di posti di blocco innalzati nel nord-est della Catalogna. Il terrorista ricercato è Younes Abouyaaquou, marocchino di 22 anni, sospettato di essere il guidatore del furgone killer

BARCELLONA. Nella casa-santarbarbara a Alcanar c'erano più di 120 bombole, che sarebbero servite per "uno o più attacchi Barcellona". Lo ha riferito il capo della polizia, Josep Lluis Trapero. La polizia catalana ignora se l'autore dell'attentato di giovedì a Barcellona il 22enne marocchino, Younes Abouyaaquoub, sia ancora in Spagna o sia riuscito in qualche modo a lasciare il Paese e andare all'estero.

Evitata la strage a Cambrils. "Non sappiamo dove sia", lo ha dichiarato il capo della polizia Mossos d'Esquadra Josep Lluis Trapero. I cinque terroristi uccisi a Cambrils e arrivati a bordo di una Audi A4 non volevano investire i passanti, ma volevano ucciderne il più possibile a coltellate percorrendo tutto il lungomare. Lo riferisce il Pais fornendo la ricostruzione di quanto avvenuto nella notte tra giovedì e venerd scorsi. Un momento non scelto a caso, dato il gran numero di turisti presenti.

I cinque hanno forzato un posto di blocco all'ingresso della città. Inseguiti dalla polizia, la loro auto si è capovolta. Hanno abbandonato la vettura e hanno ferito a coltellate sei persone (una delle quali è morta) prima di essere abbattuti. A distanza di 24 ore dall'annuncio del ministro dell'Interno Spagnolo, Juan Ignacio Zoido, smentita a stretto giro, quasi a dispetto, dal titolare locale della sicurezza catalano (il 1 ottobre si terrà il referendum illegale per la secessione da Madrid), Jouquim Forn, oggi anche la polizia della Generalitat, i Mossos d'Esquadra sostengono che la cellula terrorista dietro l'attentato di Barcellona e l'attacco a Cambrils è stata ufficialmente "neutralizzata".

Questo salvo ripensamenti dell'ultim'ora cui abbiamo assistito da gioved scorsi, in una serie di continui annunci e smentite che hanno alimentato un cortocircuito mediatico in cui è rimasta invischiata la stampa iberica e di conseguenza quella di tutto il mondo. A confermare oggi la notizia, che ieri aveva smentito, è stato lo stesso Forn: "La capacità di questa cellula di agire è stata neutralizzata grazie al lavoro della polizia".

Morto bimbo australiano dato per disperso. Julian Cadman, il bimbo di 7 anni disperso dopo l'attentato sulle Rambla, è rimasto ucciso nell'attacco. Lo conferma l'ufficio spagnolo per le persone scomparse, come riferisce tra gli altri SkyNews. Ieri, i media spagnoli avevano invece riferito che il bambino, madre filippina e padre australiano, era stato ritrovato in un ospedale. La madre del piccolo, una filippina residente in Australia, è rimasta gravemente ferita nell'attacco sulla Rambla. Il padre Andrew è giunto ieri in Spagna per ricongiungersi alla moglie. La donna era a Barcellona per prendere parte a un matrimonio di un parente quando è stata travolta dal furgone dei terroristi insieme al figlioletto mentre passeggiavano sulla Rambla. Lo stesso premier australiano, Malcolm Turnbull, aveva lanciato un appello per il suo ritrovamento.

Morti due dei tre ricercati. La polizia catalana sostiene che "con quasi totale certezza 2 delle tre persone che stiamo cercando sarebbero morte nell'esplosione di Alcanar" dove i terroristi stavanmo tentando di realizzare 3 furgoni bomba con 120 bombole di butano e l'innesco con un ordigno - esploso anzitempo - di Tatp, perossido di acetone. Questa la prudente dichiarazione del capo della polizia Mossos d'Esquadra Josep Lluis Trapero, che più volte negli ultimi giorni si è contraddetto. La polizia catalana, in competizione con quella spagnola per ragioni campanilistiche (il primo ottobre si terrà un referendum illegale per la secessione da Madrid) conferma quindi che l'unica persona in fuga è l'autore dell'attacco, il 22enne marocchino, Younes Abouyaaquoub. Le altre che ora danno per morte sono l'imama Abdelbaki Es Satty, 40 anni marocchino, considerato il capo della cellula ed il radicalizzatore dei giovani connazionali membri della cellula formata da 12 persone, ed Mohammed Aallaa, terzo fratello componente della cellula.

Caccia all'uomo in Catalogna. Decine e decine di posti di blocco sono stati innalzati nel nord-est della Catalogna, in una gigantesca caccia all'uomo per rintracciare Younes Abouyaaquou, il marocchino di 22 anni, sospettato di essere il guidatore del furgone killer che giovedì scorso è piombato sulla Rambla di Barcellona, uccidendo 14 persone e ferendone oltre 120. Le ricerche si concentrano attorno alle cittadine di Ripoll, da cui provenivano i membri della cellula terroristica, e di Manlleu.

Barcellona, una piramide umana sulla Rambla in omaggio alle vittime Hanno deciso di omaggiare le vittime dell'attentato terroristico del 17 agosto creando una piramide umana sulla Rambla, dove il camioncino bianco lanciato sulla folla ha ucciso 13 persone. Il 'castell', così chiamato in catalano, è una tradizione della regione spagnola proclamata nel 2010 patrimonio immateriale dell'Unesco

El Pais:"Tre gli uomini in fuga". Secondo quanto riferisce El Pais oltre al 22enne marocchino Younes Abouyaaqoub, ritenuto l'uomo che alla guida di un furgone ha ucciso 13 persone e ne ha ferite 140 sulle Ramblas, si cerca anche l'imam di Ripoll, il marocchino Abdelbaki Es Satty, 40 anni, sospettato dalla polizia di essere non solo il leader del gruppo ma anche all'origine del processo di radicalizzazione dei giovani. Il terzo è Youssef Aalla, fratello di Said Aalla, uno dei 5 terroristi uccisi a Cambrils venerd nelle prime ore del mattino.

Attacco a Barcellona, nella casa dell'imam della cellula jihadista di Ripoll Ripoll è una cittadina di 10 mila abitanti a nord di Barcellona, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Una comunità schiva, dove si parla solo catalano e si fa campagna per il ‘sì’ al referendum sull’indipendenza della Catalogna. Da tempo qui vivono molti marocchini, una volta impiegati nel settore tessile, oggi venditori nei mercati della zona. E’ in questa comunità che l’imam del paese, Abdelbaki El Satty, sembra abbia reclutato giovani radicalizzandoli e dando vita alla cellula autrice dell’attentato di Barcellona. Siamo andati nella casa di Abdelbaki - ancora disperso, forse morto nell’esplosione della casa di Alcanar dove stava organizzando l’attacco - e abbiamo incontrato il suo coinquilino: Nordden, anche lui marocchino, 45 anni, che ha chiesto di non essere ripreso in volto. Ecco il suo raccontodi Giulia Destefanis

La ricostruzione del quotidiano iberico si basa sulle tracce di Dna ritrovate nella casa di Alcanar esplosa mercoledì sera mentre con quasi 100 bombole di gas la cellula terroristica stava tentando di traformare in ordigni ancora più letali i due furgoni noleggiati: uno quello usato sulla Ramblas ed un altro con cui sarebbe stata fatta esplodere la cattedrale Sagrada Familia. Il ritrovamento delle tracce di Dna, però, non esclusono, come si riteneva oggi, che l'imam sia morto nella deflagrazione. Del fratello di Aalla non si sapeva nulla fino a stasera.

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Giovedì 17 agosto intorno alle 16:50 un furgone bianco ha travolto la folla che passeggiava sulla Rambla di Barcellona, uccidendo 14 persone e ferendone almeno 130. Tra le vittime tre italiani. Nella notte secondo attacco a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona, con diversi feriti: nello scontro a fuoco sono rimasti uccisi cinque terroristi. Tutti morti i 4 attentatori in fuga, secondo la polizia spagnola. L'Is ha rivendicato gli attacchi

I terroristi uccisi. I 5 morti accertati a Cambrills sono Moussa Houkabir, 17enne, Mohamed Hichamy, il fratello Omar, Said Aalla e Houssaine Abouyaaqoub, fratello del killer in fuga. Gli arrestati sono 4: Driss Houkabir, fratello 28enne di Moussa, che gli avrebbe rubato - ha raccontato - i documenti; Mohammed Aalla (il terzo fratello Aalla, proprietario della Audi A3 sulla quale sono stati uccisi i 5 di Cambrills), Mohammed Houli Chemial e Salh El Karib.

La polizia sta cercando tre automobili legate agli attacchi a Barcellona e a Cambrils. Lo riferisce La Vanguardia. Si tratta di una Seat Ibiza grigia del 2002 targata 2538 BWK; una Volkswagen Touran del dicembre 2005 targata 2013 DTS e una Renault Clio francese targata 819CDH06 o CW214SV.

Messa di pace nella Sagrada Familia. Intanto intorno alle 11.30 si è conclusa a Barcellona la 'messa della pace' celebrata davanti a migliaia di persone nella Sagrada Familia alla memoria delle vittime degli attentati. Re Felipe VI e la regina Letizia sono usciti dalla basilica, che secondo la stampa spagnola era il primo obiettivo dei terroristi. Alla cerimonia religiosa hanno partecipato fra gli altri il premier spagnolo Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont e il presidente e il premier del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa e Antonio Costa.

Barcellona: ex fidanzata Driss, mi chiese di convertirmi a Islam. Driss Oukabir "una sera mi chiese se ero disposta a convertirmi all'Islam", "quando era in Italia, mio ospite, mi chiese se fossi disposta ad avvicinarmi alla religione musulmana nel caso la nostra relazione fosse continuata. Io risposi di no e lui non ebbe reazioni, rimase tranquillo". Così in una intervista al Gr1, la donna che nel 2014 ebbe una breve relazione con il componente della cellula terroristica di Barcellona e Cambrils.

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Il bilancio delle stragi spagnole: 14 morti, tra cui tre italiani, circa 130 feriti, oltre 50 sono ancora in ospedale e 15 sono gravi. Il piano originale prevedeva furgoni esplosivi contro la Sagrada Familia. Secondo la polizia catalana la cellula era composta da 12 persone: cinque uccise nell'attentato di Cambrils, due morte in un'esplosione e quattro arrestate, oltre marocchino 22enne latitante. Per il ministro degli Interni spagnolo la cellula "è stata smantellata". Ma la smentita arriva dall'omologo catalano Joaquim Forn: "La polizia sta cercando ancora delle persone"

La donna, che vive a Viterbo, ha riconosciuto sui giornali il volto del 28enne che era stato il primo sospettato per l'attacco sulla Rambla. Suoi i documenti con cui è stato noleggiato il furgone. Ora è in carcere, mentre suo fratello, che in un primo momento era stato indicato come l'uomo alla guida del furgone, è morto nella spratoria con la polizia a Cambrils. La donna ha ricordato di aver conosciuto Oukabir al porto di Barcellona: "ero su una panchina e un senzatetto mi stava dando fastidio. Lui è arrivato, mi ha dato una mano ad allontanarlo e così è iniziata la nostra amicizia".

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