Quotidiani locali

Biotestamento, incombe l’obiezione di coscienza

Il presidente dei vescovi minaccia la chiusura di tutti gli ospedali cattolici. Ministra Lorenzin in campo: «Garantirò la possibilità di obiettare». L’associazione Coscioni: «La legge non la prevede».  Caso Trentini: indagata Mina Welby

ROMA. La legge sul biotestamento non è ancora stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ma è già sotto attacco. Dopo l’affondo arrivato nella mattinata di ieri dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che ha minacciato «la chiusura di tutti gli ospedali cattolici», è scesa in campo la ministra della Sanità Beatrice Lorenzin. «Non ignoro – ha detto – che la legge appena approvata non contenga una specifica disciplina in tema di obiezione di coscienza per i medici. Seguirò con grande attenzione l’applicazione delle nuove disposizioni e, se si dovessero verificare criticità, assumerò immediatamente le necessarie iniziative di mia competenza volte a salvaguardare la piena operatività del sistema sanitario, come ho fatto in tutti questi anni con riferimento alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza».

Eutanasia, dalla storia di Irene un appello per la legge "Irene voleva morire viva, essere padrona della sua esistenza, voleva andare in Svizzera, avere l'eutanasia. È morta invece tra ansia, dolori, consumata da un cancro ai polmoni perché in Italia non c'è una legge. Andrea Curiazi, suo marito, ha vinto il suo pudore e, seguendo il desiderio di Irene di una legge, ha registrato un video per la nuova campagna dell'associazione Coscioni che chiede la legalizzazione dell’eutanasia in Italia. Un video, indirizzato agli "illustri rappresentanti del popolo italiano", che arriva mentre Marco Cappato, dell'associazione Coscioni, è sotto processo a Milano per avere aiutato dj Fabio, un video registrato pochi giorni dopo l'approvazione del biotestamento. "Il biotestamento non basta. Quello che è successo a Irene capita anche a chi non può permettersi i costi economici, o non è più nelle condizioni di affrontare il viaggio, o non ha chi si assume la responsabilità penale di assisterlo nel complicato trasferimento. Ci batteremo perché questo non avvenga più: in Parlamento c'è già una proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale, depositata 4 anni e mezzo fa e mai discussa nemmeno per un minuto", dice Cappato

leggi anche:


Fatta la legge, insomma, si cerca di sabotare la sua applicazione. Anche perché, come ricorda l’associazione Luca Coscioni attraverso la sua segretaria Filomena Gallo, «il biotestamento non prevede l’obiezione di coscienza». D’altronde, il consenso informato del paziente ai trattamenti e alle cure che lo riguardano, è caso diverso dall’interruzione volontaria di gravidanza, che prevede un intervento attivo del medico. Proprio durante il consiglio generale dell’associazione, a undici anni dalla morte di Piergiorgio Welby, si è espresso sull’argomento anche il tesoriere Marco Cappato, che sta affrontando il processo per l’aiuto al suicidio di dj Fabo per cui si è autodenunciato. «Anche i contrari alla legge – ha spiegato Cappato – stanno rispolverando lo strumento della disobbedienza civile. Bene. A patto che se ne assumano la piena responsabilità: imporre a un malato una terapia contro la sua volontà era già un crimine prima, a maggior ragione dopo questa legge. Se qualcuno vuole farlo è bene che lo faccia pubblicamente». Una preoccupazione che fa sua anche Mario Riccio, il medico che rispose alla chiamata di Piergiorgio Welby e lo aiutò a morire. In seguito fu accusato di omicidio del consenziente, ma venne prosciolto perché il giudice considerò più importante il diritto del paziente a rifiutare le cure. «Ci sono resistenze nella classe medica – spiega – questa legge è sicuramente una rivoluzione nel paradigma della medicina ippocratica, paternalistica. Il medico è un tecnico che ha una sua opinione che può indirizzare il paziente ma non può prevalere, il suo compito eticamente più nobile è fare quello che il paziente vuole che sia fatto».

Biotestamento, Englaro: "Una liberazione. I critici? Indietro di 25 anni, lasciamoli nel loro mondo" Beppe Englaro, ospite di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto a Circo Massimo su Radio Capital, il giorno dopo l'approvazione della legge sul biotestamento. "Oggi finalmente siamo più liberi, garantito nostro diritto all'autodeterminazione". E sulle critiche di Giovanardi: "Eluana 25 anni fa era più avanti di loro oggi. Anche il Papa è intervenuto. Lasciamoli nel loro mondo"


La protagonista della giornata, però, è sicuramente Mina Welby, che ha commemorato il marito Piergiorgio deponendo una corona di fiori nei giardini a lui dedicati a Roma, davanti la chiesa che non gli concesse il funerale, ma lo accordò qualche anno dopo al boss Vittorio Casamonica. Alla presidente dell’associazione Coscioni è stato notificato l’altro ieri l’avviso di chiusura delle indagini preliminari per l’aiuto al suicidio dell’ex barista massese Davide Trentini, in realtà terminate lo scorso 4 ottobre. Mina Welby, però, guarda al futuro. «La vita è così sacra per noi – argomenta – che non deve essere torturata. Adesso bisogna vigilare sulla legge: spingere regioni e comuni ad attuare i registri, controllare che vengano utilizzati i fascicoli elettronici per la conservazione dei testamenti biologici, così che possano essere ritrovati dappertutto sulle tessere sanitarie. Poi, bisogna applicare le cure palliative in tutto il Paese, formare soprattutto i medici di famiglia. La legge sul biotestamento non è sul fine vita, ma accompagna le persone dall’inizio alla fine. E poi bisogna iniziare la discussione sull’eutanasia: il principio non è voglio morire, che vale per le persone depresse che vanno curate, ma non voglio essere torturato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro