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Elezioni politiche 2018. Renzi: «Un piano affitti e 80 euro per ogni figlio»
Programma Pd

Elezioni politiche 2018. Renzi: «Un piano affitti e 80 euro per ogni figlio»

ROMA. Mai un governo «con gli estremisti» M5S e Lega. Perché con le loro ricette il rischio è «dilapidare» quanto fatto finora. Nell’uno-due di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni c’è un pezzo della...

ROMA. Mai un governo «con gli estremisti» M5S e Lega. Perché con le loro ricette il rischio è «dilapidare» quanto fatto finora. Nell’uno-due di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni c’è un pezzo della campagna elettorale del Pd. Il segretario e il premier ringraziano Romano Prodi per il suo endorsement al centrosinistra. «Siamo noi la sinistra di governo e che non si rifugia negli slogan del passato», rivendica Gentiloni avviando la sua campagna a Roma. Mentre Renzi, che critica le contraddizioni dell’alleanza tra Forza Italia e Lega e dice no allo scenario di un futuro governo con gli «estremisti», invita al voto utile perché «ogni voto dato al partito di D’Alema è fare un favore a Salvini e Grillo».

Nel Pd restano gli strascichi della vicenda delle liste, con casi come lo strappo di un gruppo di siciliani che danno forfait dalla campagna elettorale. Andrea Orlando nega ogni ipotesi di nuova scissione ma, come Michele Emiliano, rinvia a una resa dei conti interna dopo il 5 marzo, soprattutto se il Pd sarà sotto il 25%. «Siamo intorno al 23%, la notte del Nazareno ci ha fatto perdere lo 0,5%», dice Renzi ai suoi. Ma aggiunge che il dato è pienamente recuperabile e l’obiettivo di primo gruppo parlamentare è già oggi alla portata, anche grazie al contributo degli altri partiti della coalizione. Se centrerà l’obiettivo, il Pd punta a condurre la partita del governo. «In un tavolo a quattro – ragionano nell’entourage renziano – con M5S, Lega, Fi e Pd, cosa che non accadrà, Di Maio davvero pensa di dare le carte e fare il premier di un governo di larghe intese?». Tra l’altro, notano “en passant”, «metà dei candidati M5S vengono da noi, c’è chi due mesi fa era alla nostra assemblea di Pietrarsa». Nella sua campagna il segretario Dem punterà perciò molto non solo contro l’estremismo della Lega, ma anche a smascherare le contraddizioni del candidato M5S.

Prodi intanto precisa che non farà campagna elettorale. Ma il suo sostegno alla coalizione di centrosinistra è già tanto, ragiona Renzi. Il professore ha fatto la sua parte. Massimo D’Alema ricorda che Prodi fece anche un non fortunato endorsement per il sì al referendum, dunque «i suoi appelli non sempre vengono accolti». Ma Gentiloni, che al fianco di Nicola Zingaretti apre la sua campagna a Roma, sottolinea il valore delle parole di «colui che inventò il centrosinistra». «Nonostante il peso delle sconfitte subite e della scissione siamo noi la speranza per il futuro», dice il premier. E aggiunge che serve «una nuova stagione di riforme» – dal lavoro per donne e giovani e una crescita inclusiva che riduca le diseguaglianze – per non invertire il trend positivo. Renzi va a Porta a porta con Carla Cantone e Pier Carlo Padoan. E il ministro dell’Economia lancia un messaggio positivo: «Non ci sono segni di speculazione, ma solo attesa» del voto.

Quanto al Pd, oggi presenterà il programma a Bologna. Ma anticipa alcune proposte: gli 80 euro per ogni figlio a chi abbia un reddito sotto i 120mila euro (9 miliardi di costo), gli 80 euro anche alle partite Iva che guadagnino meno di 26mila euro (1,1 miliardi), una proposta sugli affitti sul modello di quanto fatto in Spagna da Zapatero.

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