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Il rischio sconfitta agita i partiti del capo
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Il rischio sconfitta agita i "partiti del capo"

La fase di presentazione delle candidature alle Politiche 2018 ha visto il dominio di un preciso modello di partito: il partito del capo. Tutti i leader, di tutti i partiti, hanno imposto una lista di fedelissimi: una sorta di assicurazione per il post-voto: un "secondo tempo" nel quale le regole del gioco potrebbero cambiare radicalmente. Potrebbe non bastare. Non sappiamo ancora se ci sarà un vincitore, ma sicuramente ci saranno degli sconfitti. E, un po' in tutti i partiti, sembra già apparecchiarsi il processo al capo, che potrebbe mettere in seria difficoltà quello che oggi si presenta come un dominus assoluto. Solo il partito personale di Berlusconi sembra mettere il leader al riparo da ogni possibile ribaltone interno: del resto, il Cavaliere, oltre ad essere proprietario di Forza Italia, ha almeno due opzioni di vittoria, nelle consultazioni che si terranno tra un mese esatto, e due possibili coalizioni: la coalizione elettorale con Lega e FdI; quella post-elettorale con il centrosinistra.

Rischia molto di più il capo del Pd. Le ferite che lacerano il partito si sono ulteriormente approfondite, nei giorni delle nomination. Anche nello scenario delle larghe intese - che ad oggi appare il migliore per il Pd - Renzi vedrebbe la propria leadership insidiata da un eventuale premier dem - su questa pista, tutti gli indizi tracciano l'identikit di Gentiloni. Allo stesso tempo, in caso di un risultato deludente - diciamo, inferiore alla soglia Bersani-2013 (25%) - il segretario dovrebbe verificare la lealtà delle proprie truppe parlamentari: quelle di Bersani - Renzi lo sa bene - si sfaldarono a poche settimane di distanza. Crescerebbe, inoltre, la pressione "da sinistra", dove la formazione di Liberi e Uguali è nata come "partito temporaneo", con la sola missione di favorire la disfatta del renzismo.

Anche per Salvini il quadro post-voto potrebbe rivelarsi non troppo tranquillo. Soprattutto se la performance della Lega Nord dovesse tradire le aspettative generate dai sondaggi (già in leggera flessione) e il distacco da Fi (già in crescita) dovesse risultare ampio. Ecco, allora, che l'ala nordista del partito potrebbe farsi sentire. Per la verità, ha già iniziato a farsi sentire, visto che le candidature salviniane hanno lasciato parecchi insoddisfatti nel Veneto di Zaia. Insomma, un eventuale fallimento della Lega "nazionale" (e personale) offrirebbe molti argomenti ai tanti che, dentro il partito, rimpiangono il Carroccio delle origini.

Infine, Di Maio. Del suo partito è il capo. Ma deve convivere con ben due proprietari: Grillo, titolare del simbolo (attraverso una associazione da lui presieduta); Casaleggio, che ha in mano la piattaforma Rousseau (attraverso l'omonima fondazione). Questa condizione ha garantito a Di Maio ampi margini di manovra nella definizione delle liste e delle strategie per la campagna elettorale. Questo significa, però, che un eventuale passo falso del M5S finirebbe interamente sul suo conto, all'indomani del voto. E, anche in questo caso, c'è un partito-nel-non-partito che mal digerisce la svolta moderata, istituzionale, potenzialmente dialogante impressa dal candidato premier. Nei giorni scorsi abbiamo addirittura letto dei retroscena che raccontano di un Grillo pronto a fondare un nuovo movimento, da affidare a Di Battista. Non ne avrebbe bisogno, per "riprendersi" il M5S.

Dovremo attendere ancora 28 giorni per sapere quanti processi al capo si apriranno dopo il voto. Per sapere se, come già avvenuto nel 2013, una legislatura traballante cercherà una nuova stabilità (e una maggioranza) attraverso il rovesciamento di uno o più leader. Largamente militarizzati nelle strutture interne e nella composizione del futuro gruppo parlamentare, quanti partiti del capo sapranno reggere l'urto di un "giudizio" deludente? Dissidenti (dormienti) e minoranze (minimizzate) hanno già avviato la fase istruttoria. L'accusa penderà direttamente sul capo. La data della prima udienza è già fissata: 5 marzo.

@fabord

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