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Salvini scatena la bagarre. «È colpa dell'invasione»

Salvini scatena la bagarre. «È colpa dell'invasione»

Saviano indica il leader leghista come «mandante morale» dei fatti di Macerata. Maroni prende le distanze, Berlusconi lo difende. Per Fico parole inaccettabili

ROMA. I neofascisti di Forza nuova si schierano apertamente in difesa del giustiziere di Macerata che ha sparato a sei africani e si offrono di pagare le sue spese legali. Ma è Matteo Salvini a infuocare il clima politico. «La responsabilità morale di qualunque episodio di violenza che accade in Italia è di chi l'ha trasformata in un enorme campo profughi», sentenzia il leader della Lega. Che poi aggiunge. «Chiunque spari è un delinquente a prescindere dal colore della pelle, ma è chiaro che un'immigrazione fuori controllo, un'invasione come quella organizzata voluta e finanziata in questi anni porta allo scontro sociale».

Spari a Macerata, la stretta di mano tra Salvini e Traini nel 2015 Maglia e cappellino neri, su cui è cucita la bandiera italiana: è Luca Traini, l'autore del raid razzista a Macerata, il ragazzo che si sporge verso Salvini per stringergli la mano, al termine di un comizio che il leader della Lega ha tenuto nel 2015 all'Abbadia di Fiastra. Lo scorso giugno Traini ha fatto parte della lista della Lega per le comunali di Corridonia, un comune in provincia di MacerataYouTube / Cronache Maceratesi

Parole pesanti che indignano Roberto Saviano. «Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini, lui con le sue parole sconsiderate è ormai un pericolo mortale per la tenuta della democrazia, chi non se ne rende cono, sta ipotecando il nostro futuro», si scaglia su Twitter lo scrittore. E in verità anche Roberto Maroni, appreso che Luca Traini, lo sparatore di Macerata è un ex candidato leghista, sente il bisogno di marcare una volta di più le distanze dalla deriva a destra del Carroccio. «Che orrore, questo è un criminale fascistoide, non c'entra nulla con la gloriosa storia della nostra grande Lega Nord», scrive il quasi ex governatore della Lombardia. Ma è l'ex sfidante di Salvini alla segreteria, Gianni Fava, a sferzare Salvini. «Matteo ha portato la Lega in un tunnel, che c'entra un tizio come Traini con la Lega».

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L'autore della sparatoria è Luca Traini, 28 anni, candidato nelle fila della Lega alle ultime amministrative. Sei i feriti, tutti africani, colpiti in diversi punti della città intorno alla strada in cui nei giorni scorsi ha perso la vita Pamela Mastropietro. Il cadavere della diciottenne è stato fatto a pezzi e abbandonato dentro a due trolley: per la sua morte e l'occultamento del cadavere un nigeriano è in carcere. La famiglia: "Lui e Pamela non si conoscevano"

La notizia dell'agguato a Macerata raggiunge Paolo Gentiloni mentre è all'apertura della campagna elettorale di Emma Bonino. Il premier lascia la sala e torna a Palazzo Chigi da dove informa dei fatti Sergio Mattarella. «Lo Stato sarà particolarmente severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di violenza, i comportamenti criminali non possono avere nessuna motivazione ideologica, fermiamo insieme questa spirale di violenza: odio e violenza non ci divideranno», dice il capo del governo. Più che altro un auspicio che non viene raccolto da tutti. «Abbassiamo subito i toni, tutti, lasciamo la campagna elettorale fuori da questo terribile evento», chiede Matteo Renzi, non cavalcando il fatto che Traini prima dell'agguato agli africani abbia sparato contro una sede del Pd. E analoghe parole usa anche Luigi Di Maio. «Faccio un appello a tutte le forze politiche, stiamo in silenzio, e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi», dice il capo politico del M5S.

Roberto Fico, leader degli ortodossi, però chiama le cose con il loro nome. «Dolore per le vittime, ma non posso esimermi dal dire che le parole di Salvini sono assolutamente inaccettabili e da persona irresponsabile: vanno respinte a ogni livello. L'unica forma di Paese che riconosco è un Paese non violento e contro ogni idea che inciti al razzismo o alla violenza». «Chi come Salvini strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza», attacca Pietro Grasso. «Basta odio, Salvini chieda scusa per tutto quello che sta accadendo», chiede Laura Boldrini, ancora vittima su Fb di un macabro fotomontaggio choc con la testa mozzata da un nigeriano inferocito. In difesa di Salvini, arriva Berlusconi. «Quanto accaduto a Macerata è il gesto di un squilibrato che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica ma questo drammatico episodio richiama ancora l'attenzione sul tema della sicurezza nelle città», dice il Cavaliere.

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