Quotidiani locali

Papa Francesco e l'elogio di quelle figure punite dalle gerarchie

Continua senza soste la preghiera di papa Francesco sulle tombe dei testimoni scomodi del nostro tempo, figure che, pur avendo servito e glorificato la Chiesa, in vita sono stati oggetto di provvedimenti disciplinari, di “castighi” giudiziari, persino di allontanamenti dai sacramenti e dalla pubblica predicazione, per poi essere riabilitati post mortem e additati ad esempio di santità cristiana. Da San Padre Pio – ieri venerato dal pontefice a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo – a don Tonino Bello e a don Zeno Saltini (a cui Bergoglio farà visita il mese prossimo), dopo che lo scorso anno fece, a sorpresa, un analogo pellegrinaggio per due popolari sacerdoti come don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari, puniti dalle gerarchie ecclesiali del loro tempo, ma che Francesco definì «profeti che con le loro testimonianze e la loro lungimiranza anticiparono linee pastorali che solo in seguito sarebbero stato apprezzate e promosse». Continua il pellegrinaggio bergogliano lungo la simbolica Via Crucis costellata da figure emblematiche che nel secolo passato hanno reso la Chiesa più vicina alla gente, quella Chiesa «ospedale da campo dopo una battaglia» auspicata da Francesco appena eletto 5 anni fa.

Ieri Francesco ha “incontrato” per la seconda volta San Padre Pio. La prima volta, il 6 febbraio 2016, in piazza San Pietro in pieno Giubileo della Misericordia, quando le spoglie del santo furono esposte ai pellegrini. E sempre con parole e apprezzamenti lontani anni luce dai provvedimenti disciplinari a cui le autorità ecclesiastiche sottoposero Padre Pio, proibendogli per anni di celebrare messa in pubblico, di confessare e dispensare i sacramenti. Vera e propria “reclusione” che il frate accettò in piena obbedienza fino alla completa liberalizzazione, che culminò con l'ascesa agli altari con la canonizzazione proclamata da Giovanni Paolo II. Francesco non è stato da meno, indicando San Padre Pio come «modello di santità del nostro tempo». Analoghi apprezzamenti papa Bergoglio esternò lo scorso anno, a gennaio, quando andò a pregare sulle tombe di don Mazzolari e don Milani. Don Milani “esiliato” nella sperduta chiesetta di Barbiana, dove ebbe la profetica lungimiranza di fondare una scuola per i figli delle famiglie povere del posto. Don Mazzolari, costretto anche lui al silenzio e all'isolamento per aver “osato” difendere ad alta voce i diritti di lavoratori e disoccupati. Ferite che i due sacerdoti accettarono in piena obbedienza, e sempre al servizio della Chiesa. Papa Francesco con quella visita chiese loro pubblicamente “scusa”, elevandoli a esempio per tutto l'universo cattolico e l'intera società civile.

Tra aprile e maggio prossimi farà altrettanto con altre tre figure-simbolo che hanno lasciato tracce indelebili nella Chiesa e nella società: monsignor Bello, a 25 anni dalla morte, una vita spesa al servizio del dialogo e dell'incontro delle genti sia da sacerdote che da vescovo e, in particolare, da presidente di Pax Cristi, istituzione ecclesiale dedita alla promozione della pace universale senza compromessi, in particolare per la condanna degli armamenti e di tutte le guerre; don Zeno Saltini, padre fondatore della Comunità di Nomadelfia presso Grosseto, che a 37 anni dalla scomparsa (morì nel 1981 a 81 anni) continua ad essere una sicura guida morale e spirituale per quanti (uomini, donne, bambini) hanno trovato nella sua istituzione ragione di vivere, aiuto concreto, forza di andare avanti. All'apparenza meno travagliata la vita di Chiara Lubich (scomparsa nel 2008 all'età di 88 anni), fondatrice del Movimento dei Focolarini, ferma sostenitrice della promozione della famiglia e del dialogo ecumenico, incurante, anch'essa, di diffidenze e incomprensioni – anche tra le istituzioni ecclesiali - che tentarono di ostacolare il suo cammino, ma senza fermarla.

Chiara Lubich, don Milani, don Mazzolari, don Tonino Bello, don Zeno Saltini, San Padre Pio: figure popolarissime benchè assai diverse per carismi, caratteri e scelte pastorali che Bergoglio ha sempre tenuto in grandissima considerazione perchè modelli di quella Chiesa “in uscita” a lui tanto cara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro