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CALCIO: IL COMMENTO 

Azzurri, è il punto più basso della storia

Il confronto con la partita di addio al calcio di Andrea Pirlo, giocata pochi giorni fa, è impietoso. A San Siro, quella sera, abbiamo visto i campioni appena sfioriti accanto al Maestro ed è doloroso l’accostamento  fra queste perdute genti e il nuovo di cui faremmo a meno

Non sarà semplice entrare nello stadiolo Kybunpark di San Gallo e avere a che fare con la dura realtà di sparring partner della peggiore nazionale qualificata al Mondiale, l’Arabia Saudita. Sarà dunque un salutare schiaffo all’orgoglio a rendere poco scintillante lo scenario del debutto del nuovo ct azzurro Roberto Mancini, primo atto di un trittico nostalgico che proseguirà con la Francia e si chiuderà con il derby fra le nobili decadute contro l’Olanda.

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Il confronto con la partita di addio al calcio di Andrea Pirlo, giocata pochi giorni fa, è impietoso. A San Siro, quella sera, abbiamo visto i campioni appena sfioriti accanto al Maestro ed è doloroso l’accostamento fra queste perdute genti e il nuovo di cui faremmo a meno. Mancini ha giustamente escluso i senatori che nell’immediato potrebbero ancora dare qualcosa e ha privilegiato l’opera di ricostruzione. Fenomeni non ne sono stati lasciati a casa ma il vero problema sarà che anche quelli in campo non lo sono e in più alcuni di loro dovranno giocare un po’ per se stessi, protesi come sono a rinnovare contratti o a cercare nuovi ingaggi. Il ct vuol provare ogni strada, anche quella del recupero di un talento mai sbocciato come Mario Balotelli. Le immagini del 2-1 con la Germania nell’Europeo 2012 sembrano preistoria ma anche il miglior spot per la pubblicità regresso. A ridare speranza, è vero, ci sono anche gli ultimi due anni di Mario in Francia ma sarebbe riduttivo se si dovesse ripartire solo da qui.

Comunque vada stasera, ed è doveroso dirlo prima di giocare, non ci sarà da esaltarsi né da deprimersi. Questa è l’Italia caduta nel punto più basso della sua storia dopo l’eliminazione dal Mondiale 1958. Ci sarà da soffrire fra un paio di settimane e per un mese intero a veder giocare gli altri in uno scenario dal quale se siamo esclusi non è certo per caso. Lo stadiolo svizzero è il miglior segnale per chi pensa ancora ai quarti di nobiltà. Guardare indietro sarebbe errore ancor peggiore di quelli commessi da Tavecchio e Ventura. È da qui che si dovrà ripartire, scalando con mani dolenti le pietre che ornano il fondo del pozzo dello sconforto.

twitter: @s_tamburini

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