Società e stadio i nodi per il Comune

Masieri: «Butelli non ha risposto all’invito per il vertice del 2»

    di Paolo Negri

    FERRARA. Gli uomini Arslab ieri non si sono visti. Matteo Mazzoni e Luigi Moretti allo stadio “Paolo Mazza” non c’erano. Come interpretare tale assenza? Motivi di riservatezza? Maglio evitare taccuini e domande? La necessità di non sbilanciarsi? Un segnale negativo?

    Tutto può essere. Di certo è lecito farsi domande sullo stato della trattativa tra Arslab ed il presidente spallino Cesare Butelli. Il nodo sta nella vendita dei crediti del fotovoltaico da parte del patron. La famosa “cartolarizzazione”. I termini per realizzarla con la finanziaria toscana Il Gioiello scadono oggi. Ma frutterebbe 2 milioni. Troppo pochi per estinguere i debiti ed ottemperare anche ai prossimi obblighi di Lega, il tutto entro - rispettivamente - il 16 (giorno dell’udienza presso il tribunale civile di Ferrara) ed il 15 maggio. Risulta infatti che Butelli stia trattando con altri (a a ragion di logica più con l’imprenditore bresciano Venturelli, socio-finanziatore del parco fotovoltaico, che con il gruppo romagnolo), a condizioni ben più vantaggiose e che poi gli consentirebbero appunto di sistemare tutta la situazione e “pulire” la società. Per poi cederla (ad Arslab), come farebbero supporre ragion di stato, motivi di opportunità e coerenza con la trattativa da tempo intrapresa con i ferraresi? O per tenerla e andare avanti con orgoglio e senso di rivalsa dopo aver dimostrato di essere riuscito a sanare il club? Un’ipotesi, quest’ultima, che a priori non ci sentiamo di escludere, anche perchè risulta che il digì Pozzi stia affrontando alcuni discorsi sul prossimo mercato e ciò gli sarebbe possibile solo con la permanenza di Butelli: è infatti evidente che un nuovo gruppo porterebbe uomini di calcio di propria fiducia. Oggi se ne potrebbe sapere di più, sulle mosse prettamente societarie di Butelli. E, soprattutto, ci auguriamo che ne sappiano di più Moretti e Mazzoni. Certezze però non ci sono, come sull’incontro previsto per mercoledì, 2 maggio, in Comune, incontro convocato dall’assessore allo sport Luciano Masieri. Fino a ieri, però, mancava un’adesione fondamentale. L’ha confermato lo stesso Masieri, che ha lasciato lo stadio al termine del primo tempo tra Spal ed Avellino: «Il 2 volevo incontrare tutte le parti in causa, per capire a che punto siamo con la cessione della società. Ho avuto conferma che ci saranno Mazzoni, Moretti e Zanardi. Ho avuto conferma da tutti tranne che... da Butelli. Gli ho mandato un messaggio tramite la mia segretaria, indicando il mio numero, visto che lui non risponde a numeri che non conosce... In ogni caso sa bene di quest’incontro. Spero che venga anche senza confermare preventivamente la sua presenza: non intendo fargli il “quarto grado”, il desiderio è solo quello di una riflessione collettiva. Se non verrà, vorrà dire che la faremo con chi sarà presente, sperando che ci siano buone novità anche se non provenienti direttamente da Butelli». Vedremo. Arslab attende anche per dare risposte ai soci che ha potenzialmente assemblato ed ai quali conta di aggiungere la figura di riferimento, quella “forte”: sarà, o potrebbe essere, Colombarini? A questo aspetto lavora l’Amministrazione. Poi le ipotesi sono tante. Ieri tra molti uomini di calcio presenti al “Mazza” veniva rilanciata la voce di un possibile ticket con Visentini, patron di un Porto Tolle che ha perso il treno per la Seconda Divisione. Intanto, in attesa che si dipani la matassa societaria, per la Spal si profila un’altra grana: quella dello stadio. Nel senso della messa a norma del “Mazza”, ed in particolare dell’impianto di illuminazione. La questione ha trovato eco ieri sul sito de Lo Spallino. In base alle normative Uefa, chi al 30 aprile (oggi) non ha provveduto ad allinearsi alle direttive rischierebbe l’estromissione dai campionati professionistici e nel migliore dei casi si vedrebbe costretto a giocare in un altro stadio, in regola. La cosa ci sembra eccessiva se non assurda (parliamo di club di terza serie, con stadi vecchi, amministrazioni comunali alle prese con problemi economici, partite che si giocano in diurna tranne qualche posticipo serale), ma il regolamento c’è ed il Comune di Ferrara, proprietario dello stadio, sapeva. Masieri che dice? «Da oltre un mese ho chiesto un incontro all’ingegnere della Lega Pro e non ho mai ricevuto risposta. Mettere a norma l’impianto di illuminazione costerebbe circa 500.000 euro e come Amministrazione non li ho, e se anche li avessi li spenderei diversamente, magari per garantire un tetto a chi non ce l’ha».

    30 aprile 2012

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