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Spal, va individuato l’ uomo forte

Solo con una figura del genere si può indurre Butelli a cedere e mettere in sicurezza la società

FERRARA. Sarà una partita complicata, la messa in sicurezza della Spal. I tifosi sono comprensibilmente delusi per la retrocessione, ma devono capire che il dispiacere che provano nelle loro vesti di innamorati supporters è raddoppiato da quello derivante dai danni della caduta in Seconda Divisione. Danni in ottica societaria, visto che rilevare adesso la Spal non è sicuramente un affare. Il costo di acquisizione è analogo, le spese da sostenere per un campionato di vertice non sarebbero poche, a fronte invece di minor visibilità,e ricavi inferiori. Per fare un esempio: la Giacomense ha sostenuto la categoria con 1.300.000 di costi, ed è stata bravissima a farlo. Ma la realtà di Ferrara è diversa, la Spal con quella cifra non ce la farebbe.

La soluzioni per veder realizzato un passaggio di consegne tra Butelli ed un nuovo proprietario possono esserci, ma non sono facili, ognuna presenta delle problematiche. E, posto che l’attuale presidente eviti il fallimento, c’è l’ulteriore ostacolo rappresentato dai tempi. Per il buon esito di una trattativa servirebbe un mese e mezzo in un clima di tranquillità, mentre qui - adesso - si rischia di avere a disposizione solo una decina di giorni e tra diverse tensioni. Per questo, al fine di favorire una soluzione, tutte le parti che si avvicinano a Butelli dovranno rispettare alcuni parametri:

1) addossare colpe non è esercizio che possa agevolare una trattativa; ulteriori considerazioni sulla conduzione quadriennale del patron vanno semmai posticipate, in ogni caso non sono propedeutiche ad un sereno tavolo di discussione

2) l’acquirente deve tener conto pure delle esigenze di Butelli; è giusto, come ha sottolineato il sindaco Tagliani, che il presidente non forzi la mano e agevoli il passaggio di consegne, ma bisogna anche fornirgli delle garanzie, ad esempio sul fatto che non vengano intraprese eventuali azioni future

3) Butelli va messo nelle condizioni di cedere, deve essere sereno e agevolato nel compiere la scelta più ragionevole; in tal senso appare fondamentale la figura di un mediatore, che sia un rappresentante delle istituzioni (sindaco o assessore) o un “privato” (vedi Nicola Zanardi che sta facendo da ponte nell’ambito del discorso con Arslab)

Detto ciò, ricordate le scadenze che attendono Butelli (al 15 giugno deve saldare i creditori, il 20 c’è l’udienza fallimentare), e assodato che sarà cruciale l’incontro di Butelli stesso con gli uomini Arslab (non si può restare nell’incertezza, le parti devono vedersi, vanno fatte diverse valutazioni , ma il tempo stringe e non risulta che a ieri il presidente avvia fissato l’incontro), appaiono evidenti altre cose:

a) la cifra da pagare per arrivare alla serenità societaria non è trascurabile

b) Arslab non ha trovato il socio di riferimento e se tale situazione dovesse permanere, allora - con una disponibilità totale di 4/500.000 euro di investimenti - potrebbe solo gestire una stagione di transizione, contando su qualche altro supporto e magari Butelli come socio minoritario; ma Butelli è in difficoltà nei confronti della città, se la Spal non fosse retrocessa magari si sarebbe potuta affrontare con più agio una soluzione del genere

c) in definitiva, serve un uomo forte, in grado di sobbarcarsi un peso, ed un rapporto con la città. O lo trova Butelli, oppure il presidente dovrebbe andare in Comune e, con delle idee, mostrare di essere pronto a favorire una soluzione.

Arslab sta lavorando, la soluzione Tomasi con un tecnicismo che riduca l’esborso può essere percorribile. Ma la strada Visentini, come vivibilità della situazione, sarebbe la più indicata. Palla ai protagonisti.

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