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Mobyt, una promozione dedicata alla città

Tagliani: «Se il progetto è serio non serve partire dall’alto e Ferrara risponde» Bulgarelli: «Sto già impostando il futuro». Con Nani, Pellegrini e nuovi ingressi

FERRARA. “A Ferrara, il basket c’è!”. Con questo slogan era iniziata l’avventura della Pallacanestro Ferrara, all’alba della cessione dei diritti di Legadue del Basket Club. Dal pericolo scomparsa all’iscrizione in Dnb: il male minore. Un anno di purgatorio con vista sul futuro. Per questo, per tale senso di ricostruzione e di rinascita, il popolo dei canestri ha seguito con passione l’avventura dei biancoverdi. Era il biancoverde Mobyt che iniziava ad invadere la città. Un “movimiento” che in ottobre ha portato al record di 1351 abbonati: la spinta del pubblico è stata fondamentale. All’inizio, come all’epilogo. Come domenica sera nei momenti duri e tesi di “gara tre” della finale. Se la squadra è stata promossa, superando la trincea Corno di Rosazzo, è stato per due fattori: la tenuta mentale dei giocatori, la spinta della gente. S’è chiuso, in trionfo, un anno simbolico: la pallacanestro è rinata dalle proprie ceneri e il salto in Dna è giunto nelle settimane terribili del terremoto. Duri e puri.

Il sindaco

L’alto valore di questo risultato è pienamente colto dal sindaco Tagliani, domenica sera “incollato” alla poltrona del PalaSegest durante la battaglia con la Calligaris: «E’ stata dura ed in certi momenti ho sudato freddo. Però è finita bene, il giusto coronamento di un impegno serio da parte di squadra, staff e società. Non sempre è necessario partire dall’alto: se il progetto è serio, la città risponde. Anche se si parte daccapo. Domenica ho visto una bellissima partita, vissuto il vero senso dello sport. Con un palasport passionale».

Il presidente

Grazie a Raffaello Pellegrini (Naturhouse) e Raffaele Maragno (Dinamica), la scorsa estate ha messo piede sul parquet Fabio Bulgarelli. Il quinto presidente di una storia trentennale. Il successore di Mazzanti, Scopa, Lauriola e Mascellani ha fatto centro al primo colpo. Non conosceva il mondo della “palla a spicchi”, s’è gettato con incoscienza ed entusiasmo assieme a Lallo Vaccarella e Giorgio Nani. Imprenditore edile, Bulgarelli ha il pregio della trasparenza: parla chiaro, non vende fumo, guarda chirurgicamente ai conti. Sta iniziando a conoscere l’ambiente: il prossimo anno, anche perché tanto è già stato fatto quest’anno, spenderà di meno. E sarà una stagione più semplice, in quanto non ci sarà l’obbligo di puntare al vertice. Anzi, stante la riforma dei campionati nella futuribile serie Gold e Silver (la ex Legadue) anche un piazzamento a ridosso delle prime varrebbe un avanzamento. «Lo dico già adesso, mettendo le mani avanti - annunciava ieri Bulgafrelli -: il prossimo anno puntiamo alla salvezza». Lui, il presidente, sta già impostando la prossima annata. «Con calma, lavorando giorno dopo giorno. La fretta non serve: le basi si creano fidelizzando». Pertanto, Pellegrini e Nani (Mobyt) resteranno. Così come la Carife e gli abbonati. Possibili ingressi Colombarini e Cervellati. C’è di che fare bene.

Incarbona

Compito ingrato, attendeva il direttore generale Giacomo Incarbona. Che sta sempre più perdendo l’anima trapanese, essendo ferrarese d’adozione. Prima volta con responsabilità diretta di costruzione di una squadra. Partiva da zero, con la consapevolezza che una stagione anonima non sarebbe stata perdonata. Non ha sbagliato lo staff (Furlani, Pulidori) e alla lunga s’è destreggiato tra i mille rivoli che lambiscono la vita di un club. Ha un altro anno di contratto.

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