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C’è Pozzi tra la Spal e l’ultimissima chance

Il digì fa pressioni su Butelli affinchè non venda: piuttosto la non iscrizione Senza il manager di mezzo, Santarelli e Pelliccioni pronti a tentare il salvataggio

FERRARA. Pelliccioni, Santarelli o il dilettantismo? Il futuro della Spal è in bilico. Agonia lunga ma morte certa, verrebbe da dire. Perchè è quanto si teme e, più passano le ore, quanto appare sempre più probabile.

Eppure una speranziella, piccolina piccolina ma reale, può ancora esserci. Salvare il professionismo a Ferrara dovrebbe essere l’obiettivo di tutti, purtroppo non è così. Tralasciando vari soggetti che preferiscono l’Eccellenza (perchè non si creda che la D sia scontata, lo diciamo da tempo anche se l’auspicio è che non si concretizzi questo timore) piuttosto che Pinco Palla, che preferiscono ripartire dal basso (dal basso? Dal niente...) piuttosto che Tizio e Caio, concentriamoci sugli attori principali: Cesare Butelli e Bortolo Pozzi. Cruciale la figura del direttore generale. Arresosi all’evidenza, cioè che Butelli non è in grado di iscrivere la Spal, il manager ha fatto e sta facendo pressioni sul suo sodale affinchè non venda la società. Piuttosto che un passaggio di proprietà, meglio (per lui, per loro: chissà perchè...) la non iscrizione, la fine del professionismo, l’umiliazione di cento e passa anni di storia.

Questo atteggiamento spiega perchè nei giorni scorsi Butelli ha continuamente preso tempo, rilanciato, posto condizioni (fino a far incagliare la trattativa) con il gruppo Pelliccioni. E spiega perchè ieri ha giocato a nascondino con Santarelli, che pure è stato lui - Butelli - a contattare, l’altra mattina. Ma gli interlocutori non hanno l’anello al naso, il commercialista Dominici (professionista del gruppo romagnolo) men che meno. C’è una fitta rete di conoscenze, di legami, di intrecci. Ovvio che tutti siano a conoscenza del ruolo che sta giocando Pozzi.

Così Santarelli ha preso cappello ed alle 16.05 di ieri ha inviato un durissimo sms a Butelli dicendogli in sostanza: fai quello che vuoi, decidi ciò che vuoi, ma non giocare con la mia persona, rispettami e soprattutto rispetta l’istituzione Spal, io sono ancora disponibile a far di tutto per cercare di salvare il salvabile.

Dal canto suo Oreste Pelliccioni, da noi contattato, si è limitato a questa affermazione: «Qualcuno, e non mi riferisco a Butelli, per egoismo ha portato nel baratro sé stesso e la Spal».

Non servono traduzioni. La sostanza qual è? Questa: la Spal ha ancora una minima possibilità di salvezza se Butelli aderisce all’invito di Santarelli e si rende disponibile a partecipare ad un summit d’emergenza a Roma; oppure se, agendo in autonomia, riallaccia col gruppo Pelliccioni dicendo che ne accetta l’offerta. Non dipende da Santarelli o da Pelliccioni. Dipende da Butelli, e da Pozzi. Se non accettano di imboccare, più che in extremis, la strada che può forse salvare la Spal, allora dovranno assumersene le responsabilità e risponderne.

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