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Bomber Varricchio Il faro della Spal

Seconda Divisione. L’attaccante sarà il leader biancazzurro

FERRARA. La classifica marcatori del girone A di Seconda Divisione 2012-13, posizionava al secondo posto Max Varricchio con 22 reti e al decimo Giuseppe Cozzolino con 11. La nuova coppia d'attacco della Spal ha dunque una potenzialità acquisita di oltre 30 gol stagionali. Nella stessa squadra e con un feeling plasmato da mister Leo Rossi, quel dato potrebbe crescere esponenzialmente e infiammare di nuovo la tifoseria della Ovest. «La coppia è certamente ben assortita - approfondisce Max Varricchio - perché lui ha caratteristiche da seconda punta, io da prima. Cozzolino per la categoria è un attaccante di qualità. Da avversario l'ho incontrato un paio di volte, ma le nostre sfide non sono mai avvenute a stretto contatto. Ogni allenatore richiedeva grande attenzione nei suoi confronti: è un giocatore importante, esperto e veloce».

Dalla Giacomense alla Spal in 40 ore: straordinario cambio di prospettiva.

«Per i giovani è un'occasione ghiottissima. Giocare a Portomaggiore per un paesino e scendere in campo a Ferrara con una squadra storica è una differenza abissale. Vi saranno più osservatori e anche maggiori pressioni».

Lei ha indossato tante pesantissime maglie: arriva il momento di una seconda carriera?

«Avrò maggiori stimoli. Dopo tanti anni, sono abituato a determinati ambienti calcistici. Fa piacere essere nella Spal. La vita del calciatore regala tutte le domeniche dal pubblico motivazioni e sensazioni diverse, ma ognuna di loro positiva. Nella passata stagione abbiamo compiuto il primo miracolo, servito successivamente a salvare la piazza di Ferrara. Adesso dobbiamo rimanere nelle prime otto per lanciare questa società alla soglia della serie B».

Lo scorso anno aveva deciso di sposare la causa Giacomense per vivere stagioni più serene, ma con la trasformazione in Spal ritorna tutto vorticoso e frizzante.

«L'anno scorso avevo scelto di avvicinarmi a casa. Dopo la promozione col Cuneo non vi erano più i presupposti per rimanere: infatti, non è stato trovato un accordo. Non avevo la voglia di continuare a girovagare per l'Italia, anche in funzione dell'apertura di un locale. Il primo pensiero va al calcio e fortunatamente ho giocato in periodi positivi con ritorni economici importanti. Non ho l'assillo di dover giocare per forza qualche anno in più. Quando la passione chiama, i 36 o 37 anni non ti fermano».

Col senno di poi, il rinnovo del contratto avvenuto a gennaio si è rivelato qualcosa d'importante vista la nuova piazza dove giocherà?

«A gennaio, qualche squadra che voleva vincere il campionato mi ha cercato. Ma indipendentemente da quanto successo, sarei rimasto anche nella Giacomense. In campo indosserò una maglia pesante davanti ad un pubblico importante: dovrò dare qualcosa in più. Per fare una stagione di livello, un attaccante deve finire in doppia cifra. Da parte mia non mancherà mai l'impegno, come in molti sanno non è mai mancato».

La squadra, che dovrà assolvere l'impegno di Lega per il minutaggio dei giovani, è comunque stata costruita intorno a lei: come giudica l'organico fin qui allestito?

«Con Vagnati sono sempre stato sincero: in caso vi fossero stati problemi sulla mia età anagrafica, ero pronto a discutere tranquillamente. La società ha lavorato bene: sono esperti del mercato e non credo faranno il passo più lungo della gamba. Vi sono giocatori giovani e di prospettiva. Ma sarà solo il campo l'unico giudice».

Enrico Menegatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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