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Il Mazza rinasce, l'avventura di uno stadio glorioso

Nato nel 1928 è sempre stato la storica casa della Spal. Mercoledì 20 a mezzogiorno verrà presentato il piano per ammodernarlo e adeguarlo alla B in arrivo

FERRARA. Il 20 settembre del 1928, 10500 metri quadrati di terreno diventano un mito. Nasce lo stadio comunale di Ferrara, che il 14 febbraio '82 verrà intitolato al presidentissimo Paolo Mazza. Un "teatro" che è il quinto, per anzianità, nell'intero panorama italiano. Un luogo dei sogni che nell’estate 2016 verrà restaurato, migliorato. Coccolato. La Spal è ad un punto dalla B, società e Comune si preparano ad adeguare l’impianto alle sopravvenute necessità.

L'impianto di illuminazione verrà...
L'impianto di illuminazione verrà potenziato

A mezzogiorno di mercoledì 20 il sindaco Tagliani presenterà il piano di adeguamento dello stadio: potenziamento impianto illuminazione, installazione dei tornelli, posa delle sedute in gradinata. La capienza, dai 7000 odierni, salirà a 9000. Totale spesa sui tre milioni di euro. La storia dell'impianto sportivo è sempre stata legata a doppio filo alla Spal, che rimane l'unica vera padrona di casa. Del resto, se la città ha costruito lo stadio, è stato proprio grazie alle vicende della beneamata. L'avventura inizia alla fine del 1912, quando il Circolo Ars et Labor scinde l'attività artistica da quella sportiva creando la Società Polisportiva Ars et Labor, ovverosia la Spal. La sede è in Porta Reno, il campetto di gioco in Piazza d'Armi (l'attuale zona dell'ex acquedotto). La struttura, senza tribune, viene inaugurata il 28 settembre del '19 con tanto di lettera d'auguri del re. L'anno dopo la Spal parteciperà al campionato di Promozione. Il calcio cresce, appassiona le masse e Ferrara non è da meno. Così, come ricordato, nel '28 viene individuata un'area tra via Montegrappa e corso Piave per edificare uno stadio vero e proprio.

Venti settembre 1928: Italo Balbo...
Venti settembre 1928: Italo Balbo inaugura lo stadio di Ferrara

La costruzione è seguita dall'ingegnere Carlo Savonuzzi, che attorno al rettangolo verde prevede una pista podistica («in marogna e polvere di carbone» puntualizza) e una ciclistica. La parte destinata al pubblico è dotata di parterre e di una tribuna in cemento armato: complessivamente l'impianto può contenere 4000 spettatori. La Spal decolla, sale in C e in B. E nel dopoguerra, sotto la guida di Paolo Mazza, è serie A. Ma c'è il problema del campo di via Montegrappa, occupato dalle truppe inglesi. I superstiti atleti ferraresi lo rivogliono, si scontrano con l'intransigenza delle truppe alleate. E allora? Si organizza una partita di calcio tra i soldati inglesi e una rappresentativa ferrarese: vince Ferrara per 6-0 e riottiene il campo.

Siamo nel 1946: lo stadio viene...
Siamo nel 1946: lo stadio viene ristrutturato

La Spal cede il bomber Astorri alla Juventus per un milione e novecentomila lire, con i soldi sistema lo stadio ('46). Nel 1951 è serie A e sullo slancio entusiastico, Mazza chiede aiuto ad imprenditori e autorità per "allargare" lo stadio: in estate fervono i lavori, via le piste per far posto alle curve (Est e Ovest) ed ecco 25.000 posti. Nasce l'impianto come, in fondo, lo conosciamo tuttora. Il 23 settembre '51 la gara inaugurale è Spal-Torino (1-1). Seguiranno altre modifiche, assecondando lo scorrere del tempo: costruzione della curva Ovest in cemento, abbattimento della curva Est, copertura del "curvone".

La Curva Ovest: coperta e appassionata
La Curva Ovest: coperta e appassionata

Nell’ultimo decennio il Mazza  ha subìto le oscure vicissitudini spalline figlie di pessime gestioni: il cemento s’è sgretolato, la gradinata è stata chiusa. Il prato, un tempo orgogliosamente verde smeraldo, s’è spelacchiato. Ma nell’estate 2013 ecco l’arrivo dei Colombarini e di Mattioli. L’orgoglio è rinato e il Mazza ritorna maestoso.

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