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Semplici come Gibì Spal verso la storia 

Il tecnico fiorentino cerca la seconda promozione di fila

FERRARA. Fabrizio Castori, allenatore del Carpi, dopo la partita di sabato contro la Spal ha tuonato contro l’arbitro Nasca e ha dichiarato di «aver contato almeno 10 episodi avversi, siamo stati bravi a non farci espellere».
Posto che Castori ha fatto molto per essere espulso (i richiami del quarto uomo si sono sprecati...), noi in due partite tra Spal e Carpi abbiamo invece contato 7 gol (a 2) per i biancazzurri, di cui 4 (a 1) proprio sabato. Senza mettere nel saldo l’occasione di Del Grosso, il tiro di Arini alto di nulla, quella di Ghiglione, quella clamorosa Antenucci-Floccari-Antenucci. Oltre alla diversa qualità di gioco. Dimentichiamo qualcosa?
Ah, sì. La Spal è prima, il Carpi undicesimo. La Spal ha segnato 52 gol e ne ha subìti 29, il Carpi è a 29 e 32. La Spal ha vinto 16 partite, il Carpi 11. La Spal ne ha perse 5, il Carpi il doppio. Morale: sorge il dubbio che tutto ciò non sia a causa di Nasca...
Vabbè, passiamo oltre. La Spal guida il campionato con passo perentorio: 58 punti contro i 56 del Frosinone, Verona terzo a 54. Le prime due salgono direttamente in serie A, e domenica al “Paolo Mazza” si giocherà proprio Spal-Frosinone, mentre il Verona ospiterà il Pisa in anticipo, alle 12.30. Qualunque siano i risultati delle due partite, la Spal sarà sicura di restare nelle posizioni che danno diritto alla promozione automatica. Considerazioni, conti, che non toccano i biancazzurri. La squadra di Semplici giocherà ovviamente per proseguire al meglio la sua incredibile striscia positiva: 12 risultati utili consecutivi, 23 partite positive nelle ultime 25. È una Spal che può scrivere la storia.
Può farlo perchè tornare in serie A a distanza di 49 anni (i biancazzurri mancano dalla massima categoria dal 1968...) sarebbe un fatto effettivamente storico. Può farlo perchè l’obiettivo è raggiungibile in virtù di identità collettiva, qualità di gioco, solidità, capacità realizzative e continuità di rendimento che non trovano eguali in questo campionato. Poi è chiaro che certezze non ci sono, che con 11 giornate ancora da disputare, può davvero accadere di tutto: è il torneo in cui il Bari ne prende 4 a Trapani, quello che vede il Verona cadere a Latina, e di esempi potremmo citarne tanti.
Nella settimana che porta al big match col Frosinone, vi sarà un altro fatto non trascurabile: l’intitolazione, sabato, del Centro di via Copparo, che porterà il nome di Gibì Fabbri (ne parliamo nella pagina a fianco). Bene, c’è una vecchia foto che ritrae il mitico Gibì sventolare festante un drappo biancazzurro, in direzione del popolo che osanna lui e la squadra. È un’immagine che fissa l’approdo della Spal in serie B, seconda promozione consecutiva con Fabbri in panca.
Ecco, sabato a Carpi mister Semplici è stato immortalato in quello stesso identico gesto, mentre agitava una sciarpa in direzione dei sostenitori spallini in festa. Dovesse centrare la promozione, anche il tecnico fiorentino arriverebbe al suo secondo consecutivo “salto” alla guida dei biancazzurri (ma con un gradino di differenza: Lega Pro-B, B-A per lui; C2-C1, C1-B per Gibì a suo tempo).
Sarebbe storia, eccome. La Spal sta cavalcando l’onda, segue una dinamica vincente creatasi non per caso ma per un insieme di meriti. Adesso va solo conclusa l’opera. In tal senso quella col Frosinone sarà la prima, difficilissima, tappa.

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