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Spal, Vaisanen e Konate sfidano anche Lucifero: «Troppo caldo? Perfetto»

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Spal, Vaisanen e Konate sfidano anche Lucifero: «Troppo caldo? Perfetto»

I due scandinavi, presentati ieri, scherzano sul clima che hanno trovato.Il finlandese: «Dopo non sarà un problema». Il laterale: «Io sono africano»

FERRARA. Una Ferrara con temperature roventi ospita la presentazione dei due nuovi giocatori scandinavi della Spal, il finlandese Sauli Vaisanen e lo svedede Pa Konate. E se per il primo «a Ferrara c'è troppo caldo anche se questi sono i giorni più bollenti dell'anno e dopo non sarà un problema», Konate ci scherza «io sono un pochino africano (papà della Guinea, mamma del Gambia; ndr), qui è perfetto per me, va bene così».

Battute a parte i "nuovi" sono presentati dal direttore dell'area tecnica biancazzurra Davide Vagnati e per entrambi c'è un contratto triennale con opzione per il quarto:

«È un momento storico per la nostra società - spiega Vagnati - avevamo avuto solo italiani, ora abbiamo guardato per una serie di opportunità anche oltre frontiera. Ho sempre pensato che quando si prendono dei giocatori dall'estero devono avere due caratteristiche basilari: qualità e prospettiva. Vaisanen ha già sei presenze nella Nazionale maggiore finlandese, ha esperienza in Europa League ed è abituato a giocare in una difesa a tre come è quella della Spal. Per arrivare a Konate è stata una trattativa più lunga perchè il suo club, il Malmö, faceva i preliminari di Champion's league. Una volta eliminati la trattativa ha preso velocità, Pa è un esterno sinistro, nel giro dell'Under 21 svedese, non ha giocato l'Europeo per via di un infortunio al flessore. Siamo molto contenti dell'arrivo a Ferrara».

Parola poi a Sauli Vaisanen che si esprime in inglese e viene interrogato sulle motivazioni che lo hanno portato alla Spal: «Sono sempre stato un grande appassionato del calcio italiano, in questi anni ho seguito spesso il Chievo in cui gioca un ragazzo finlandese (Hetemaj; ndr). La Spal da quando è stata promossa in A mi ha cercato. Non ci ho messo davvero tanto tempo a decidere, è stato tutto immediato e per me è stata una decisione molto facile».

Chiare anche le idee sulle differenze tra il calcio in Scandinavia e in Italia: «Penso che ci siano particolari differenze per quel che riguarda le abilità tecniche e tattiche, in Italia gli aspetti legati alla tattica sono molto più importanti. Io sono qui per cercare di dare il mio contributo alla squadra, devo imparare su tanti aspetti ma mi considero anche un giocatore "smart" e sono desideroso di mettermi alla prova».

E sulla lingua da apprendere Vaisanen scherza: «Spero davvero di migliorare molto in fretta, abbiamo fatto delle scommesse nello spogliatoio, mi sono ripromesso che fra tre mesi parlerò l'italiano. Fino a questo momento so pochino però ci sono tanti compagni che mi stanno aiutando. Sono stato in camera in ritiro con Mirco Antenucci che ha giocato in Inghilterra, è il compagno che oltre ovviamente a Pa Konate ha il miglior inglese».

Il direttore Davide Vagnati informa che è il collaboratore tecnico Rossano Casoni ad avere più dimestichezza con l'inglese in tutto lo staff tecnico e al momento si occupa principalmente lui di parlare con Vaisanen e Konate. Ferrara è anche un'ottima vetrina per il futuro: «È un’annata importante per me. Sono arrivato in un campionato importantissimo, qui c'è un grande allenatore, cercherò di esprimermi al meglio».

Pa Konate è sicuramente più timido e meno "oratore" del compagno ma non per questo si tira indietro anche con le parole, sempre in inglese: «Il mio obiettivo è sempre stato quello di giocare in serie A, ora ci sono arrivato e sono molto felice. Per me è un punto di partenza, la Spal mi ha fortemente voluto. Ho cominciato a seguire la formazione biancazzurra dall'anno scorso dai tempi della promozione in serie B».

Di se stesso Konate parla così: «Sono un laterale, tra le mie caratteristiche penso che ci siano la velocità e la forza fisica. Sono pronto a mettermi a lavorare sempre di più per migliorare, se mi si chiede quali sono le mie attitudini penso di essere più un calciatore offensivo che difensivo».

Una stagione con anche un'occhiata ai Mondiali in Russia visto che la Svezia è ancora in corsa: «Penso che questo sia un obiettivo di tutti i calciatori, andare al Mondiale è un traguardo che sogna chiunque fa questa professione. Ora gioco in uno dei campionati più importanti del mondo e ci proverò».

Andrea Tebaldi

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