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Spal, acquistato Bonazzoli. Poi corsa a tre: Pavoletti, Iemmello oppure Babacar

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Spal, acquistato Bonazzoli. Poi corsa a tre: Pavoletti, Iemmello oppure Babacar

La punta del ’97 in prestito dalla Samp, diritto di riscatto e controriscatto. Per l’attaccante titolare gli obiettivi sono delineati e si tenta il colpaccio

FERRARA. La Spal ha acquistato Federico Bonazzoli. È lui la punta under che arriva per completare il reparto offensivo: Antenucci, Floccari, Paloschi, ora Bonazzoli poi un big, un elemento collaudato.

Bonazzoli, bresciano, classe 1997, trasferimento milionario dall’Inter alla Sampdoria. Con i blucerchiati non ha sfondato. Poche opportunità, poca fiducia, poca continuità, prestiti di qua (Lanciano) e di là (Brescia). Da professionista 51 presenze e 3 gol, tutti in B. Ma è ancora giovanissimo, il potenziale c’è, eccome. In estate è rientrato al Doria, ha fatto tutto il ritiro, giocato le amichevoli, segnato. Sembrava che avesse totalizzato punti a favore per restare, poi a Genova hanno cambiato idea. Il direttore spallino Vagnati, che di Bonazzoli è vecchio estimatore ed aveva già provato a prenderlo in passato (salvo dover rinunciare causa elevato ingaggio), non ha mollato la presa e adesso l’ha spuntata: prestito, con diritto di riscatto per la Spal e di controriscatto per la Sampdoria, che evidentemente non se la sente di perdere ogni possibilità sul ragazzo. Bonazzoli, nei giorni scorsi ha rilasciato un’interessante intervista alla Gazzetta dello Sport. Alcuni passaggi:

«Sono maturato, l’infortunio dello scorso anno mi ha tenuto fermo tre mesi e mezzo e mi ha fatto capire tante cose. Ora sono una persona diversa, sono diventato un maniaco dell’alimentazione e curo moltissimo il mio corpo. Dedico a questo dalle 3 alle 5 ore al giorno. Ho tagliato anche le vacanze, concedendomi solo 4 giorni di relax, poi mi sono concentrato su me stesso, così mi sono presentato in ritiro pronto a dare il massimo... Ora sogno di riuscire a convincere la Sampdoria a tenermi... In quegli anni (all’Inter, e i due passati; ndr) ho commesso degli errori e sprecato le occasioni che mi sono state offerte. La fiducia nelle mie qualità, però, non è diminuita, credo che fare gol sia come andare in bicicletta: una volta che impari, non lo dimentichi mai... Non sono mai stato bene come adesso, sono tranquillo. So che la consacrazione arriverà e sono pronto a ripartire più forte di prima».

Dovrà farlo alla Spal. Lo farà alla Spal. Ha accettato con la giusta determinazione, se darà seguito ai propositi enunciati potrà davvero raggiungere la consacrazione attesa, all’altezza delle sue potenzialità.

L’arrivo di Bonazzoli mette definitivamente fine alla trattativa con Albian Ajeti, attaccante svizzero del San Gallo. È anche lui un ’97, la Spal non ne prenderà due, non trovano quindi fondamento le ipotesi di ieri della stampa nazionale circa un nuovo imminente incontro tra la Spal ed il club elvetico. Ingaggiato Bonazzoli, la Spal vuole sì un ulteriore attaccante, ma uno che conosca già la serie A, sia collaudato, potenzialmente un titolare. Dopo varie ipotesi, nomi, voci, sondaggi, suggestioni esotiche, la rosa dei papabili sembra essersi ridotta a tre nomi, tutti di affidamento: Pavoletti, Iemmello, Babacar. Trattative non semplici, per motivi differenti tra loro.

Prendiamo Babacar. Da sempre, in assoluto (e l’abbiamo scritto più volte) è il favorito di mister Semplici, che l’ha cresciuto alla Fiorentina e lo ha sempre considerato superiore - al di là di ruolo e caratteristiche diverse - a Bernardeschi. Ma la Viola, dopo aver venduto la gioielleria di casa e non aver ancora definito la questione Kalinic, può privarsi di Babacar? In prestito? Lo valuta 12 milioni, la Spal come potrebbe o come potrà aggirare un simile ostacolo?

Pavoletti. Il Napoli lo presta, questo è assodato. E partecipa pure alla corresponsione dell’ingaggio, che è stratosferico: 2 milioni e 2. Ma se anche il Napoli paga luglio e agosto, e magari un altro po’, la Spal può arrivare al resto? Ci si lavora, consapevoli che esiste pure la concorrenza di Bologna, Benevento, Udinese, forse Fiorentina, Sassuolo.

Ecco, il Sassuolo. Ha Iemmello. Il buon Pietro ha assaggiato poco la A ma è cavallo di razza, elemento di prospettiva, quando ha avuto un minimo di spazio, nell’ultima stagione, i suoi gol li ha fatti. Per ingaggio è il più accessibile, rientra alla grande nei parametri spallini. Ma... Ovvio, c’è un ma: il Sassuolo lo cede ma intende monetizzare. Quanto è da stabilire.

La Spal uno sforzo, per uno dei tre, è prontissima a farlo. Bisogna vedere, concretamente, qual è la pista più percorribile.
 

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