Quotidiani locali

Spal, un’alba all’A-Day Sarà esodo

“Meno uno” al debutto in massima serie Oltre milleduecento i ferraresi a Roma

FERRARA. Un giorno. Ancora un tramonto, poi l’alba verso la terra promessa. “Meno uno” all’A-Day: il ritorno della Spal nella massima serie. E dopo 49 anni di prigonia calcistica in territori brulli e assolati, scarni e accidentati, il debutto dei biancazzurri non sarà banale: avviene nella capitale. Il ritorno sull’Olimpo, calpestando l’Olimpico. L’aquila laziale, inebriata dalla conquista della Supercoppa ai danni dell’invincibile zebra juventina, contro la matricola spallina che al momento fa tanta simpatia a tutta Italia ma poi - quando si inizierà a giocare - vedremo.

Di certo è una centrifuga di emozioni che riempie le giornate degli appassionati ferraresi. Curiosità, timore, grinta, umiltà, combattività... «Mi agiterò sicuramente quando mi metterò in viaggio verso lo stadio Olimpico - sussurrava ieri il presidente biancazzurro Mattioli -; la tensione crescerà con il passare delle ore perché ci attende una sfida difficilissima. Per tanti dei nostri sarà un’esperienza assolutamente nuova. Avremo il calore della nostra tifoseria che non deve mancare tutto l’anno. Serve unità d’intenti da parte di tutti per mantenere la categoria».

Intanto, un pezzetto s’è staccato prima ancora di avviarsi verso Roma: Antenucci si chiama fuori, preferisce l’Empoli. Mossa figlia di tempi moderni che piacciono a pochi, se il mercato dura così tanto e non spegne le luci neppure quando inizia il campionato. Anzi, invece di farsi soffuse le lampadine diventano riflettori proprio alla vigilia delle gare ufficiali.

Chi vola di cuore e fantasia è invece la torcida. L’esodo ha contorni importanti e in autostrada il serpentone farà sventolare l’orgoglio ferrarese. Si immagina il nastro d’asfalto, le decine di pullman... Le bandiere fuori dai finestrini. Le clacsonate, i cenni di una fratellanza sportiva che portano alla lacrimuccia. Saranno oltre mille e duecento i tifosi della Spal presenti in casa Lazio per un ritorno che sa di magia, odora di storia. La polvere del ricordo si trasforma nel presente. Sarà dura, in campo. Per la forza dell’avversario e per una Spal che ci arriva non esattamente al top. Di “Anteseven” s’è detto, poi Grassi è out; Mattiello e Felipe non sono nella condizione migliore. E davanti a mister Semplici ne restano appena due: Floccari e Paloschi, più il giovin Ubaldi. D’accordo che, come dice l’allenatore, «la salvezza passa da Ferrara», ma affrontare il primo viaggio periglioso senza avere tutte le armi a disposizione non è esattamente il massimo della vita. La salvezza è una scalata e per una provinciale sarà indispensabile affrontarla con tutte le risorse possibili. Probabile che il 27 agosto, contro l’Udinese, la situazione sia decisamente migliore. Ma intanto...

«Io rivedo tutti i passi fatti per arrivare fin qui - confida Semplici alla Stampa -: ogni anno ho messo nuove motivazioni, rimettendomi sempre in discussione. Adesso, però, sono al punto di partenza e non di arrivo. Quando all’Olimpico l’arbitro fischierà l’inizio, penserò a mio padre che purtroppo non c’è più da due anni. E già mi commuovo».

Maglia nera, il castello stilizzato sul petto: questa la casacca scelta per il giorno del Risorgimento estense. Una terza maglia per vivere a colori una giornata che, comunque vada, entrerà nella storia sportiva ferrarese. E chi non ha potuto o voluto essere parte del viaggio, sarà comunque protagonista dell’evento in salsa pallonara: domenica sera nei ritrovi pubblici autorizzati (bar, ristoranti e pub), nonché nelle case private che si riempiranno di amici, molti televisori saranno sintonizzati su Sky per la diretta di Lazio-Spal. Dopo quasi mezzo secolo, Ferrara e la sua squadra di pallone ritrovano la valle dell’eden.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics