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Spal, un punto di sofferenza e coraggio

Spal Calcio

CALCIO SERIE A

Spal, un punto di sofferenza e coraggio

I ragazzi di Semplici imbavagliano la Lazio reduce dalla vittoria in Supercoppa

LAZIO-SPAL 0-0

LAZIO (3-5-2-) 1 Strakosha; 13 Wallace, 3 de Vrij, 26 Radu; 8 Basta (22' st 77 Marusic), 16 Parolo, 18 Luis Alberto, 21 Milinkovic, 19 Lulic (40' st 20 Caicedo); 29 Palombi (22' st 5 Lukaku), 17 Immobile A disposizione: 55 Vargic, 23 Guerrieri, 15 Bastos, 2 Hoedt, 77 Marusic, 4 Gabarron, 27 Ramos, 88 Di Gennaro, 96 Murgia, 25 Lombardi All. Inzaghi

SPAL (3-5-2) 1 Gomis; 2 Oikonomou (10' st 6 Cremonesi), 23 Vicari, 15 Vaisanen; 29 Lazzari (42' st 14 Mattiello), 28 Schiattarella, 77 Viviani, 20 Mora, 33 Costa; 43 Paloschi (17' st 22 Borriello), 10 Floccari A disposizione: 92 Marchegiani, 17 Poluzzi, 5 Gasparetto, 21 Salamon, 7 Antenucci, 8 Bellemo, 12 Konate, 18 Schiavon, 11 Rizzo All. Semplici

Arbitro: Abisso di Palermo

Note: ammoniti Luis Alberto e Wallace (Lazio); Borriello e Viviani (Spal). Calci d'angolo 9-5 per la Lazio. Recupero 1' nel primo tempo e 5' nel secondo. Prima della gara osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell'attentato terroristico di Barcellona

ROMA. Il ducato estense torna agli antichi fasti e mette piede a testa altissima nell'urbe eterna. A quarantanove anni dall'ultima apparizione, la Spal e Ferrara si sono riaffacciate nella serie A del pallone italico portando a casa un pareggio (0-0) gonfio di orgoglio e di coraggio. Capacità di soffire, voglia di pungere. La bella Lazio ammirata la scorsa settimana in Supercoppa, quella tosta e brillante, grintosa e travolgente, finisce imbavagliata dall'altrettanto ammirevole pattuglia spallina schierata da Semplici con due punte e la “solita” identità di gioco. Per salvarsi necessita anche spavalderia e la Spal – appena l'aquila romana ha rifiatato – ha riposto con sortite eccellenti. A metà ripresa ha pure debuttato Borriello, andando subito ad occupare la “front line” con esperta fisicità.

La Spal all'Olimpico a fine partita
La Spal all'Olimpico a fine partita

Ma se all'Olimpico, in questo maestoso impianto in cui lungamente si sono uditi solo i canti estensi, la Spal esce con un punto che vale tanto in autostima lo deve alla sua diga. Immenso baluardo Gomis, serafico e granitico Vicari, semplice ma attentissimo alla minima sbavatura Vaisanen schierato titolare al posto dell'indisponibile Felipe. E nella ripresa Cremonesi ha rilevato uno stanco Oikonomou non sbagliendo un intervento.

Nella terra di mezzo Viviani ha tenuto la rotta nonostante ogni tanto infuriasse la bufera, mentre i quattro dell'ave Maria (Lazzari-Schiattarella-Mora-Costa) hanno battagliato dandole e prendendole; sbagliando talvolta ma mai – davvero mai – facendosi prendere dal timor panico.

In avvio, anzi, Spal sorniona: attenzione su ogni tocco come si camminasse sulle uova, copertura del campo. Giro palla per stanare la Lazio. Erano trentun'anni che la Spal non giocava a Roma contro la Lazio (finì 2-0 per i padroni di casa: era Coppa Italia): ieri sera i minuti dell'esordio sono trascorsi così. Ritmo basso e cose semplici. I ragazzi di Inzaghi per un po' hanno assistito, poi la curva di casa s'è spazientita. Anche perché è stata la Spal (con Viviani) ad avvicinarsi al gol.

Da metà primo tempo azione un filo più rapida, a destra Basta a mettere in ambasce Mora e Costa; a sinistra Lulic diromponte con l'appoggio di un puledro quale Milinkovic Savic. Palloni spioventi, filtranti, traccianti... Gomis ha respinto tutto, i compagni hanno fatto quadrato.

Nella ripresa la Spal si riemette in assetto, salgono di tono Mora e Schiattarella. Sulle fasce Lazzari tenta pure qualche sgommata, ma controlla stretto Basta che poi cala ed esce. Costa non solo allunga il passo in fase offensiva, dietro soffre meno. Semplici toglie un Oikonomou stanco e non troppo sicuro: da una parte si blinda con Cremonesi, dall'altra fa debuttare Borriello fischiato per il suo passato romanista.

La Lazio ci prova, sempre meno lucida e rapida. La Spal copre i varchi e quando passa qualcosa Gomis infonde sicurezza. Si alza impetuoso il coro di incitamento spallino dalla Sud, la Nord assiste silente. Spal un po' dentro il castello, un po' avventurosa con qualche azione di rimessa: vedi Lazzari per Floccari, rintuzzato in area. Caldo ed emozione, stanchezza assoluta. Le gambe estensi si fanno marmo, crampi. Denti stretti: dalla panchina Semplici salta e urla, indica e sistema. Un pari ad occhiali, la Spal non ci ha mai visto così bene. Welcome to paradise.

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