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Vince l'Inter, la Spal meritava di più

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Vince l'Inter, la Spal meritava di più

Buona prova di personalità e nel gioco: per i biancazzurri ulteriore di conferma di valere benissimo questa serie A

L'arrivo al Meazza e i primi cori dei tifosi della Spal Uno dei momenti più attesi anche dai tifosi della Spal: il ritorno a San Siro, questa volta per la partita contro l'Inter. L'arrivo e i primo cori dei tifosi appena entrati al Meazza LEGGI L'ARTICOLO

MILANO. San Siro, versione Inter, riaccoglie la Spal dopo cinquant’anni. E finisce esattamente come nel 1967: 2-0 per i nerazzurri. Disdetta, perchè la squadra di Semplici avrebbe meritato di più, per coraggio e cifra di gioco (a lungo superiore a quella locale). La differenza l’hanno fatta due invenzioni individuali: una ha fruttato un rigore tecnologico, l’altra un eurogol a pochi spiccioli dal termine. Alla Spal, in ogni caso, tanto di cappello.

Gli applausi del tifo spallino La partita è terminata con la vittoria dell'Inter, ma i tifosi della Spal cantano e applaudono i ragazzi di Semplici dopo la buona prova del Meazza LEGGI L'ARTICOLO

Biancazzurri in campo con due varianti rispetto alla gara con l’Udinese: il rientrante Costa, recuperato dopo il guaio muscolare che lo aveva costretto al forfait contro i friulani, terzino sinistro in luogo di Mattiello; e Paloschi partner offensivo di Borriello al posto di Floccari infortunato. Conferma per tutti gli altri, e abituale spartito 5-3-2. Cui l’Inter replica con l’altrettanto solito 4-2-3-1 e la formazione annunciata (Gagliardini preferito a Vecino in mediana, Dalbert al debutto da titolare).

Dopo aver consultato il Var...
Dopo aver consultato il Var Gavillucci decreta il rigore che Icardi segnerà per l'1-0 Inter

Di bello c’è che la Spal mette subito in mostra grande personalità. Gioca sciolta, intraprendente, senza timori né per l’Inter né per il palcoscenico. I biancazzurri non buttano un pallone: l’idea è quella, poi è fisiologico che il tasso di precisione non sia sempre pari alle idee. La squadra esce in palleggio,anche quando è sotto pressione, manovra palla a terra, scambia. Il tabellino annota almeno tre azioni spalline, tra l’8’ ed il 12’, degne di nota. L’Inter non crea sostanziali problemi, anche se in un paio di circostanze Gagliardini si fa minaccioso dalla media distanza. Le difficoltà, i nerazzurri, non le producono a livello collettivo, ma con gli spunti individuali. Come quando, a metà frazione, basta un attimo di disattenzione o rilassamento dei biancazzurri, associata ad una genialata di Icardi, per vedere il rapidissimo inserimento di Joao Mario.

A Vicari non resta che agganciare il trequartista di casa. Punizione dal limite. Anzi, no. Dopo quattro, eterni, minuti di attesa Var, Gavillucci indica il dischetto del rigore. Icardi spiazza Gomis. È il secondo penalty, in due gare consecutive, fischiato contro la Spal a causa del ricorso alla tecnologia. Un peccato, all’ennesima potenza, perchè nulla dice che Mora & C. debbano pagare dazio all’Inter.

Anche la reazione è al livello della prova: apprezzabilissima. La Spal non si scompone, macina, crea. Ed ha di che recriminare: per l’egoismo di Borriello che insiste nella giocata a testa bassa anzichè aprire a destra per l’inserimento di Schiattarella e Lazzari nella prateria nerazzurra; per la clamorosa palla-gol cannibalizzata da Paloschi che, sontuosamente lanciato da Schiattarella, si presenta solo davanti a Handanovic e poi ciabatta fuori; per il rigore reclamato dallo Schiatta dopo improvvida ancata di Dalbert: l’arbitro ammonisce Mora che lo invita a ricorrere alla Var. Due pesi, due misure.

Nella ripresa Mora rischia subito l’espulsione per un secondo giallo (fallo tattico) che per fortuna non arriva. Spal viva, in partita, che attacca e mette alla frusta il sistema difensivo nerazzurro. Mischie e corner, assalti e conclusioni. Manca il guizzo decisivo. Da angolo di Viviani, Mora reclama una spinta che gli nega la capocciata vincente. Ma la Spal piace, convince, trascina il proprio popolo ad ammutolire San Siro sovrastandolo con la propria voce. Il pari sarebbe sacrosanto, anche per dare sostanza alla bontà della prestazione. L’Inter è nell’episodica traversa colta da distanza siderale da Skriniar. Ragionato, invece, il lancio di Lazzari per Borriello che controlla male. Assalti finali con Bonazzoli per Viviani.Il gol non arriva, quello interista sì, con fantasmagorica sberla al volo, di collo sinistro, di Perisic. Stupendo, ma estemporaneo. Fischio finale. Rammarico. Ma anche una convinzione: questa Spal vale la serie A, ci sta eccome. Il timbro è quello di San Siro.

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