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un grande ex al MEAZZA 

Davide Marchini, un cuore spallino ma tinto di nerazzurro

FERRARA. È stato capitano della Spal, ha giocato nel Cagliari, è tifoso interista. E domenica non poteva mancare a San Siro, assieme a papà, fratello e nipotino. Però, della famiglia, è stato l’unico...

FERRARA. È stato capitano della Spal, ha giocato nel Cagliari, è tifoso interista. E domenica non poteva mancare a San Siro, assieme a papà, fratello e nipotino. Però, della famiglia, è stato l’unico a esultare per i gol dell’Inter. Davide Marchini ammette : «È vero, ho esultato: io sono anche interista, non voglio nasconderlo. Se fosse venuto fuori il risultato, sarei stato contento, comunque la Spal è uscita a testa alta, non ha preso la batosta che magari pesa a livello mentale. Il pareggio sarebbe stato oro colato, ma questa prova dà la consapevolezza che se la può giocare, vedo tante squadre inferiori».

Dunque, una sconfitta che non fa male: «Dico la verità, l’ho detto anche al presidente Mattioli: è normale che vinca l’Inter, ma l’importante è che non lasci il segno. Andare a Milano e prendere solo due gol non fa male: il Sassuolo l’anno scorso ne ha presi 7, questo sì che è duro da digerire. No, sono soddisfatto per la Spal. Poi, se l’Inter non vince con i nomi che ha... È una squadra molto forte, dopo la Juve io vedo l’Inter e poi con un allenatore come Spalletti, che mi ha fatto anche i corsi, per me uno dei migliori...».

Ma torniamo alla Spal: «Mi piace il fatto che gioca sempre, prova sempre a giocare la palla partendo da dietro e questa è una cosa molto positiva: anche se ha giocatori non esperti della categoria, vuol dire che hanno carattere. Poi vai a Milano e hai l’occasione di andare in vantaggio, hai due occasioni con Paloschi e non le sfrutti... Però lo stesso Paloschi i gol li ha sempre fatti, abbiamo Borriello, Antenucci... un attacco così le dirette concorrenti non ce l’hanno. Poi mi piace tantissimo Semplici, sin da quando è arrivato, il suo modo, come parla ai giocatori: quello che sta costruendo a Ferrara è gran merito suo».

E si è visto un Lazzari stile Flash Gordon: «Giocatori così ce ne sono pochi. Tolti gli squadroni, uno che abbia una velocità costante del genere, che anche se sbaglia ci riprova sempre a fare l’uno contro uno... è migliorato tantissimo. Poi, uno che parte dalla serie D e arriva in serie A c’è da fargli i complimenti: è un punto d’arrivo e di partenza, si può togliere tante soddisfazioni, spero con la Spal».

Ma non è il solo spallino ad aver conquistato Marchini: «Sono rimasto impressionato da Vaisanen, già con l’Udinese, poi Vicari ha 23 anni e se continua così c’è il rischio che ce lo portino via, ma con tanti soldi. Cremonesi mi piace tantissimo, per Felipe parla la sua carriera. Bisogna vedere il centrocampo: la Spal sta facendo bene perché stanno tenendo botta Mora e Schiattarella, ma ci sono 38 partite, sarà dura. Sulla carta, comunque, (faccio gli scongiuri) è quella messa meglio fra le squadre che si vogliono salvare».

E nnon c’è solo la Spal, ma anche i suoi tifosi: «Tanto di cappello. La città di Ferrara sta dimostrando la voglia che aveva di essere su un palcoscenico del genere. Io ne ho fatte di piazze, anche calde, quando vai in posti come Ferrara hai uno stimolo in più che ti fa vincere le partite».

Ora arriva il Cagliari: «Ho giocato in entrambe, ma spero vinca la Spal, sarebbe una vittoria da 6 punti. Il Cagliari ha ottime individualità, ma si può battere: l’importante, comunque, è non perdere. Gli scontri diretti valgono tutti doppio. Il Cagliari ha buoni giovani e giocatori esperti, non bisogna rischiare. Poi, contro Benevento, Verona, Crotone devi vincere».(s.a.)

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