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Immagini chiare: Vicari non fa fallo su Joao Mario

Le riprese dal basso dimostrano come il difensore non tocchi il portoghese L’interista si butta mentre il centrale della Spal fa tutto per evitare il contatto

FERRARA. Non era rigore. E nemmeno punizione dal limite. L’intervento di Vicari su Joao Mario, che ha portato al rigore per l’Inter domenica a San Siro (penalty trasformato da Icardi per l’1-0 nerazzurro), non c’era proprio: il portoghese si è tuffato.

Lo diciamo non per alimentare polemiche postume, ma per ristabilire la verità dei fatti. E per sottolineare una volta di più l’inutilità e la fallacità del Var, che non solo non elimina errori umani (degli arbitri, nel caso) ma anzi li induce: non c’era bisogno di cambiare, in peggio, il calcio con questo esagerato ricorso a una tecnologia di fatto inutile, che porta a pause esagerate e che - al contrario di quanto pensano molti - non tutela le piccole. Vedi quanto è accaduto a San Siro: rigore (inesistente) pro Inter grazie al ricorso al Var; rigore chiesto dalla Spal (Dalbert su Schiattarella) non accordato, così come l’arbitro Gavillucci non ha nemmeno voluto visionare le immagini.

Ma perché diciamo che quello di Vicari su Joao Mario non era rigore?

Intanto precisiamo: dal vivo, dalla tribuna, abbiamo avuto la netta sensazione che il fallo ci fosse e che fosse in qualche modo obbligato, poi dentro o fuori dall’area è un’altra storia. L’arbitro, lo ripetiamo, aveva optato per la punizione dal limite.

Dunque, in cosa ha sbagliato il Var? Semplice, ha sbagliato nel leggere le immagini. Ce ne sono di chiarissime, con ripresa dal basso, da fondo campo quindi inquadrando i protagonisti di fronte. Sono immagini tv ieri visibili un po’ ovunque, su vari siti e social. Possibile che domenica non rientrassero tra quelle a disposizione degli uomini Var? In ogni caso, si vede benissimo che Vicari stringe su Joao Mario, sul lato destro del portoghese il quale appena sta entrando nei sedici metri, nel momento in cui il piede di Vicari è sulla linea dell’area, protende il ginocchio e si butta in avanti, cadendo, senza che ci sia alcun contatto con lo spallino che, anzi, ritrae il braccio sinistro in modo che nemmeno quello tocchi il trequartista nerazzurro.

È tutto limpido, provato dalle immagini. E se anche fosse stato giudicato contatto, allora con lo stesso metro si sarebbe dovuta fare la stessa cosa per l’ancata - reale - con cui Dalbert - sbilancia Schiattarella in area interista alla fine del primo tempo: perché, invece, in questo caso non si è fatto ricorso al video? Perchè è stato ammonito Mora che ne chiedeva l’ausilio? Forse perché il regolamento prevede il giallo per una sollecitazione di questo tipo? Ok, ma se fosse stato Icardi a chiedere all’arbitro di visionare le immagini, le cose sarebbero andate allo stesso modo?

Inutile fare dietrologia. E, come detto, al bando le polemiche del giorno dopo. Ma è evidente che la Spal ha subìto un danno. E che per la seconda partita consecutiva si è vista penalizzata da un rigore a occhio nudo non concesso (Vaisanen-Lasagna nella gara con l’Udinese: il gioco era proseguito, i friulani non avevano protestato, le immagini dicono che i due giocatori vanno insieme sul pallone).

C’è da augurarsi che il vento cambi, che l’applicazione delle nuove norme diventi più logica ed equa. E che non se ne abusi. Doveva eliminare le discussioni, invece siamo un po’ tutti sempre qui a parlarne e ciò proprio perché non elimina gli errori arbitrarli. Allora tanto varrebbe accettare e rispettare quelli. Lo sbaglio di Gavillucci - punizione dal limite, pur in assenza di fallo - sarebbe stato comprensibile (dal vivo) ed avrebbe prodotto meno danni (alla Spal). (p.n.)

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