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Spal, la festa rovinata. E Semplici spiega

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Spal, la festa rovinata. E Semplici spiega

«Se prendi certi gol dura fare la prestazione. Creati i presupposti per il pari: ci gira male»

Spal, l'incitamento dei tifosi I tifosi biancazzurri nell'imminenza della partita con il Sassuolo non fanno mancare il proprio incitamento LEGGI L'ARTICOLO

FERRARA. Si sperava in un pomeriggio da Oktoberfest... Dopo una manciata di secondi, nemmeno il tempo di una sorsata di birra, il Mazza diventa Transilvania: crolla la speranza. Eppure la coscienza spallina aleggia fra tribuna e prato. Già durante il riscaldamento la Ovest acclama mister Semplici. Lui teso, elegante, volto tirato. Parla con il ds Vagnati. A fine partita la tensione plana in delusione, ovviamente. Un gol regalato e un palo: ruota attorno a due episodi l’amaro calice. «Certo, se prendi reti così poi è difficile costruire la prestazione» sussurra l’allenatore biancazzurro. Ed è anche arduo commentare un’altra sconfitta, con l’aggravante di un derby che poteva terminare in qualsiasi maniera: 0-2 Sassuolo, ma pure 1-1. Lo score dice 0-1 e la Spal rema controcorrente. «L’anno scorso ci davamo forza con le vittorie, ed era facile. Ora ci sono le sconfitte da analizzare e dobbiamo migliorare. C’è un insieme di cose che non ci fanno raggiungere i risultati, non serve concentrarsi su un solo aspetto tattico oppure sui singoli. Con lo staff e la società faremo confronti, analizzeremo la situazione. L’importante è non piangere sul latte versato. L’avvio forse aveva un po’ illuso in qualcosa di diverso, ma per il nostro budget e per il livello della competizione sapevano che sarebbe stato così».

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Si parla di scelte di formazione, di manovra ormai “letta” dagli avversari (Bucchi dirà, forte di 4 vittorie su 5 contro Semplici: «È chiaro che si sa cosa aspettarsi dalla Spal, perché ha uno stile di gioco riconoscibile prodotto nel corso degli anni»). Semplici, in realtà, ha un altro pensiero fisso: l’impermeabilità della retroguardia. «Vero, mi preoccupa la solidità difensiva. Nelle mie squadre c’è sempre stata, invece continuiamo a incassare gol. Dietro dobbiamo crescere ancora: a volte uno 0-0 aiuta nei momenti difficili». Certo che se al Sassuolo è Vicari a fornire un diamante... «Difficile spiegarsi questo errore, lo stesso Francesco non saprebbe dire. Forse è una questione mentale, legata alla delicatezza del momento. L’avvio ci ha un po’ tagliato le gambe, infatti nel primo tempo non siamo stati gli stessi. Dopo l’intervallo caratterialmente ci siamo ripresi, abbiamo riordinato le idee. Non abbiamo mollato ed i ragazzi mi sono piaciuti. In fondo sono stati creati i presupposti per il pareggio, ma per ora ci manca anche quel pizzico di fortuna che servirebbe».

«È chiaro che dovremo portare variazioni alla nostra manovra - aggiunge Semplici -, però vanno pure tenute in considerazione le caratteristiche dei giocatori che compongono la nostra rosa. Le difficoltà sono note, non ci arrendiamo di certo. Rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo».

Nota a margine sulle punte: Antenucci si batte e si sbatte, Borriello pare un corpo estraneo. Semplici adotta la strategia della carezza («Antenucci prima di tutto è una grande persona: è rimasto per giocarsi le chance di A e sta dando molto») e della diplomazia («Borriello quindici giorni fa ha avuto un problema muscolare, deve ancora raggiungere il top della condizione»); dopodiché allarga il concetto: «Tutti hanno dato il massimo, poi nel contesto di una partita c’è chi gioca meglio e chi meno bene ma lo spirito di tutti è da applaudire». Mercoledì la Juventus, domenica il Genoa. Sorriso di circostanza: «Sarebbe stato meglio preparare la partita col Genoa senza avere la Juve nel mezzo. Però ce la siamo guadagnata questa partita a Torino, quindi andiamo a giocarcela».
 

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