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«Nessun mal di trasferta La Krifi deve solo crescere»

FERRARA. Bottino pieno nelle partite interne. Il contentino di un solo punto nelle due trasferte. Difficile non diagnosticare al volo il più classico dei “mal di trasferta” per la Krifi in queste...

FERRARA. Bottino pieno nelle partite interne. Il contentino di un solo punto nelle due trasferte. Difficile non diagnosticare al volo il più classico dei “mal di trasferta” per la Krifi in queste prime quattro giornate di campionato, in cui ha raccolto meno di quanto le ambizioni di alta classifica richiedessero.

Andrea Vanini, sabato sarete impegnati ancora lontano da casa. Cosa avete fatto per curare il “mal di trasferta”?

«Intanto - spiega l’alzatore di Portomaggiore, classe 1979 - devo di ...

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FERRARA. Bottino pieno nelle partite interne. Il contentino di un solo punto nelle due trasferte. Difficile non diagnosticare al volo il più classico dei “mal di trasferta” per la Krifi in queste prime quattro giornate di campionato, in cui ha raccolto meno di quanto le ambizioni di alta classifica richiedessero.

Andrea Vanini, sabato sarete impegnati ancora lontano da casa. Cosa avete fatto per curare il “mal di trasferta”?

«Intanto - spiega l’alzatore di Portomaggiore, classe 1979 - devo dire che non penso proprio che siamo malati di trasferta. Qui a Ferrara gli appassionati sono abituati bene e vorrebbero sempre vittorie, per cui è naturale storcere il naso di fronte a due sconfitte: siamo partiti con l’obiettivo di fare bene ed era giusto aspettarsi di più. Invece, è successo che a Fano e Osimo siamo andati a incontrare buone squadre, che, tra l’altro si trovano di fronte la squadra che ha vinto un girone della serie B dello scorso anno, e quindi sono ancora più motivate a dare il meglio di sé, senza avere nulla da perdere. Una vittoria le nobilita, una sconfitta non fa male».

Un girone E, dunque, che si prospetta difficile, come si diceva in estate…

«Senza dubbio. Per noi si tratta di lavorare e sistemare le cose che non sono andate benissimo finora. Il campionato sarà lungo e più duro rispetto agli anni passati».

Ecco, cosa ha funzionato “non benissimo” finora?

«Una volta non è andato l’attacco, nell’altra non sono stato tanto preciso io, e poi il muro-difesa non ha funzionato a dovere. Non funziona qualcosa e allora poi t’innervosisci, le cose non ti riescono in attacco: a Fano i nostri avversari hanno difeso tutto, un’altra volta i nostri avversari hanno trovato modo di metterci in difficoltà in ricezione e i centrali sono stati bravi a leggere le mie scelte di gioco. E poi, comunque, dobbiamo limitare gli errori, sbagliamo ancora troppo».

Sabato cambierà qualcosa: trasferta sì, ma dalle Marche si passa all’Umbria…

«Conosco Foligno, ha una squadra con un paio di buoni giocatori e poi gioca in una palestra piccola, molto diversa dal nostro palasport. Però, probabilmente è la squadra meno dotata delle tre che siamo andati a incontrare in trasferta. Bisognerà adattarsi subito alle condizioni del loro campo, senza farsi condizionare troppo da questioni ambientali».