Quotidiani locali

Semplici, parabola da Chiesa a Chiesa

Nel 2008 allenava il papà, domenica affronterà il figlio

FERRARA. Il 9 novembre 2008 Leonardo Semplici sedeva per la prima volta su una panchina del “Paolo Mazza”. Era quella ospiti. La partita? Giacomense-Figline, campionato di C2. Tra i grigiorossi, con la maglia numero 8, Davide Vagnati, ora d.s. della Spal. Sull’altro fronte, tre nomi noti: Samuele Sereni (futuro terzino biancazzurro), Andrea Consumi (poi principale assistente di Semplici, con lui nell’avventura spallina) ed un certo Enrico Chiesa. Proprio lui, l’ex campione del Parma e della Fiorentina. A 38 anni spendeva gli ultimi spiccioli di una grande carriera. Nasceva il suo sodalizio con mister Semplici.

Da Chiesa a... Chiesa, la parabola del tecnico biancazzurro vedrà chiudersi un’ideale cerchio domenica in occasione della partita con la Fiorentina. Sull’altra panchina del “Paolo Mazza”, quella che da anni è ormai diventata sua, l’allenatore della Spal misurerà il percorso compiuto in nove anni: dalla guida del Figline nella quarta serie nazionale, con Enrico Chiesa alle proprie dipendenze, alla direzione della Spal in serie A affrontando i viola di Federico Chiesa, figlio d’arte, che il trainer di Tavarnuzze ha tra l’altro cercato di portare in biancazzurro nell’estate del 2016. E non per il rapporto di amicizia e stima che conserva con l’illustre papà del giovane talento toscano.

Quel giorno d’autunno del 2008, sotto un bel sole, Semplici ed il suo Figline vinsero 3-1 contro la Giacomense. Papà Chiesa non segnò, ma bastarono un paio di colpi del suo repertorio per incidere sul match. Chiesa senior e Semplici sono sempre rimasti in contatto. Accomunati anche dalla Fiorentina, società che ha cresciuto il giovane Federico. Semplici ha seguito il ragazzo, ha imparato a stimarlo, lui che lo ricordava bimbetto al seguito del padre. Ieri, intervistato daLady Radio dopo la serata benefica di lunedì organizzata dall’associazione Neri-Ferramosca, l’allenatore della Spal ha ricordato:

«Federico Chiesa? Ho particolarmente piacere per lui, da bambino faceva il tifo per il Figline dove allenavo il padre. Faceva anche da raccattapalle. È un ragazzo che sta dimostrando grandi valori, sia tecnici che caratteriali. Ha una grande personalità che è un vantaggio per un ragazzo del genere. Può ambire a traguardi ancora più importanti».

Con la speranza che non lo dimostri domenica contro la Spal. Federico Chiesa lo abbiamo già visto all’opera al “Mazza”, in occasione della recente amichevole tra la Nazionale Under 21 ed il Marocco. La somiglianza con il padre è impressionante: stesso modo di correre, di fintare, di calciare. Il gesto tecnico, all’atto del tiro in porta, è identico, una fotocopia, la punta del piede rivolta in basso, la battuta di collo. Uno spettacolo. Chissà cosa penserà Semplici nel vederselo come avversario. Misurerà l’importanza della traiettoria compiuta da entrambi, lo scorrere della vita, il compimento di un sogno per entrambi: la serie A. Ai tempi del Figline, uno alla prima panchina tra i professionisti dopo anni nei dilettanti dal Sangimignano allo stesso Figline, portato fino alla C2 e, al termine di quella citata stagione 2008/2009, addirittura in C1; l’altro, come detto, sognante raccattapalle. E chissà se domenica in tribuna ci sarà anche Enrico Chiesa, lui che adesso - dopo aver allenato Allievi e Primavera della Sampdoria - è il nuovo responsabile tecnico del Centro Federale Territoriale di Firenze della Federcalcio, Settore Giovanile e Scolastico. Da una parte il suo ultimo allenatore, dall’altra il proprio figliolo. Partita speciale.

Come lo sarà per Semplici, protagonista di un grandissimo lavoro ai tempi della Primavera della Fiorentina, dove ha cresciuto Bernardeschi ed un Babacar del quale, nella stessa intervista radiofonica di ieri, ha detto:

«Negli ultimi anni non ha avuto la continuità che forse meritava visto che proveniva dal settore giovanile. Poi io non posso giudicare, lo ricordo solo con piacere. Mi auguro che possa tornare determinante per la Fiorentina».

I viola giocano con una sola punta centrale, e Babacar è riserva di Simeone, situazione che il senegalese - che ambisce a raggiungere il portiere spallino Gomis nelle fila dei Leoni della Teranga per il prossimo Mondiale di Russia 2018 - non sta gradendo eccessivamente.

Una sorta di sfida del cuore, per Semplici, ma i sentimenti si raccontano alla vigilia, poi ci sarà spazio solo per la voglia di vincere. Il blasone dell’avversario non intimorisce Semplici, che con piglio sicuro ha dichiarato a Lady Radio: «Affrontiamo una Fiorentina sulla carta nettamente più forte di noi, ma la Spal si sta adattando alla serie A. Sappiamo che andremo incontro ad un campionato pieno di insidie, ma cercheremo di dare del filo da torcere a tutti. Il pubblico ci sta trascinando, c’è euforia. L’ambiente sarà caldo».

Dal canto suo, Enrico Chiesa ha sempre speso belle parole per mister Semplici. Dopo la promozione in A della Spal ha avuto modo di affermare: «Sono davvero contento per lui, è stata una gran cavalcata, un obiettivo straordinario raggiunto attraverso un bel calcio. Rivedere la Spal in A è bello ed emozionante, è un club che ha dato tanto a questo sport. Conosco bene Semplici, mi ha allenato ed è stata… la sua fortuna».

Domenica il cerchio si chiuderà.

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista